Italia
Lasciatemi sognare sono un Italiano, dopo sei anni l’Europa non è tabù
La svolta tattica, Vlaho-gol e la voglia di attaccare sempre. Così il tecnico vuole allargare i confini di Commisso
FIRENZE. Ancora qualche giorno di vacanza e la Fiorentina ricomincerà ad allenarsi e a riprendere la sua corsa verso un obiettivo non più nascosto: l'Europa. L'ultima volta che ci ha giocato risale alla stagione 2015-16, sotto la gestione tecnica di Paulo Sousa e con i Della Valle ancora proprietari del club. Nell'occasione la competizione era l'Europa League.
Da allora è iniziata una fase sempre più discendente fino agli ultimi sofferti campionati, in cui la squadra si è addirittura ritrovata a lottare per non retrocedere. Da quando la società è passata nelle mani di Rocco Commisso (estate 2019) questa è la prima stagione in cui la Fiorentina si sta ritagliando un posto fra le protagoniste, nel gruppetto di testa che battaglia per un piazzamento nelle competizioni continentali.
L’approdo di Vincenzo Italiano, a cui pure inizialmente era stato preferito Gennaro Gattuso prima del divorzio lampo consumato a giugno, ha dato la scossa che l'ambiente sperava: gioco arrembante e divertente, identità, grinta, gestione intelligente e democratica del gruppo (tutti o quasi si sentono coinvolti nelle idee e negli schemi del loro allenatore).
Magari questa Fiorentina subisce ancora qualche gol di troppo, ma Italiano ha saputo finora inculcare una mentalità offensiva e propositiva alla propria squadra e soprattutto è riuscito fin qui a mettere Vlahovic nelle condizioni ideali per diventare il capocannoniere del campionato con 16 reti in 19 gare, davanti alla Scarpa d'oro Ciro Immobile (13 gol) e all'ex Giovanni Simeone (12 centri).
Al di là di quale sarà il futuro di Vlahovic che rimane in cima alle preferenze di tante big italiane e internazionali, la Fiorentina se lo tiene stretto e se lo sta godendo e fa bene: perché con un centravanti così è più facile alimentare il sogno europeo.
Dunque, se a inizio stagione nessuno osava anche solo pensare a questo obiettivo, man mano che sono arrivati i risultati sommati alle prestazioni e agli applausi l'asticella si è alzata e nel clan viola è lievitata sempre più la convinzione di poter inserirsi stabilmente nella lotta per un posto al sole.
D'altronde gli stessi numeri parlano chiaro: rispetto ad un anno fa ha conquistato 11 punti in più (insieme al Torino la Fiorentina, passata da 21 a 32 punti, è la squadra di A che più è migliorata), ha segnato 14 gol in più (34 a 20) e ha scalato cinque posizioni in classifica: dal 12° al 7° posto dove attualmente si trova a pari merito con la Roma di Mourinho, davanti alla Lazio di un punto e a soli due dalla Juventus che la precede. Mentre il quarto posto che vale l'accesso alla Champions, al momento ricoperto dall'Atalanta, è distante 6 punti, non un distacco impossibile.
Dunque il girone di ritorno, che per la prima volta sarà con un calendario diverso rispetto a quello dell'andata proprio per creare ancor più suspense, vedrà la Fiorentina decisa a riconfermarsi sui livelli mostrati finora se non addirittura a migliorarli come ripete di continuo il suo allenatore. La prima del 2022 sarà il 6 gennaio, in notturna, al Franchi contro l'Udinese, poi ci sarà la trasferta di Torino e successivamente le gare contro due formazioni in difficoltà come Genoa e Cagliari.
La prima sfida con una big sarà a inizio febbraio, a Firenze, contro la Lazio di Sarri.
A quel punto il mercato invernale sarà concluso e la Fiorentina avrà già capito se potrà davvero stazionare nelle zone nobili della classifica e del calcio italiano.
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