Sicurezza
Da Pagliuca a Ulivieri e Milanese il mondo del calcio ricorda Simoni
In tanti riuniti a Gubbio per ripercorrere quella stagione di dieci anni fa culminata con la promozione in B Uno storico traguardo sportivo centrato con il tecnico di Crevalcore sulla panchina della squadra umbra
Luca Tronchetti
Una serata speciale per un allenatore e una persona speciale in un paese che, a distanza di 10 anni da una storica promozione in B, non l’ha dimenticato e a breve potrebbe dedicargli un settore dello stadio. Gubbio e il mondo del calcio hanno ricordato Gigi Simoni rendendo omaggio al mister vincente e amatissimo, capace di essere umile nella vittoria e sereno nella sconfitta, nel corso di un evento che ha riunito in suo nome tanti personaggi del mondo del pallone. In prima fila, accanto alla moglie Monica Simoni Fontani e al figlio Leonardo, che nei tratti somatici lo ricorda in modo impressionante, c’era il presidente della Lega di B, Mauro Balata che, nonostante le problematiche legate al Covid (rinviata la partita Monza-Benevento) e al “caso Salernitana”, non è mancato all’omaggio ad un personaggio che lui stesso ha eletto a simbolo della categoria in virtù dell’insuperabile record di sette promozioni in A. Proprio Balata, in occasione degli 80 anni del mister, ebbe a premiarlo a Cremona, lo ricordò durante la presentazione del calendario cadetto a Pisa nel 2020 con una targa consegnata alla moglie e lo ha celebrato con l’istituzione del premio allenatore gentleman Gigi Simoni vinto nella prima edizione 2021 da Claudio Ranieri.
In presenza, collegati in diretta o attraverso un contributo video, alcuni dei “figli” prediletti dell’inimitabile Signore della panchina: Gianluca Pagliuca, Beppe Bergomi, Javier Zanetti e Mauro Milanese campioni della Beneamata che il 6 maggio 1998 al parco dei Principi di Parigi alzarono la Coppa Uefa, primo trofeo dell’era Moratti, Corrado Verdelli, capitano della Cremonese che Simoni riportò in A conquistando l’anglo-italiano nel mitico stadio di Wembley contro il Derby County e oggi capo degli osservatori dell’Inter, il ds Stefano Giammarioli (adesso al Grosseto), il tecnico Vincenzo Torrente e una delegazione di quel Gubbio che in due stagioni fece sognare il popolo rossoblù con due promozioni consecutive sotto la direzione tecnica del mister di Crevalcore che per tre anni divenne simbolo e vanto della cittadina umbra. Una serata d’onore tenutasi nella sala Europa del Park Hotel “Ai Cappuccini”, il quartier generale di Simoni e sua seconda casa dal 2008 al 2011. Un lasso di tempo in cui il mister amava ricordare di essere stato trattato come un principe diventando parte integrante di una piccola comunità che ancora sente emotivamente la sua mancanza. Ha commosso la presenza, nonostante i suoi 80 anni, di Renzo Ulivieri da San Miniato, presidente dell’Assoallenatori e compagno di squadra di Gigi Simoni alla fine degli anni Cinquanta nelle giovanili della Fiorentina. «Sapete – ha raccontato a Massimo Boccucci e Giacomo Marinelli Andreoli, i conduttori della serata – io lo invidiavo per la serenità in panchina. Ogni tanto gli telefonavo per dirgli che ero riuscito a stare tranquillo... ma solo per cinque minuti. É stato il mio capitano nei ragazzi viola. Un grande allenatore, ma soprattutto una persona generosa. Non so se manca al calcio, a me di sicuro manca molto».
Davanti a una platea di oltre duecento persone, con una rappresentanza di studenti c’è stato spazio per i ricordi. Pagliuca, su quanto accadde alla fine del famoso Juventus-Inter e al rigore non fischiato su Ronaldo: «Negli spogliatoi non fui tenero con Lippi, Conte e altri bianconeri e l’anno dell’esonero di Simoni, di cui ancora non riesco a darmi una spiegazione, quando seppi che la stagione successiva sarebbe arrivato il tecnico dei bianconeri scrissi sulla lavagna ad Appiano Gentile i nomi dei tre epurati: io, Simeone e Bergomi. Meglio di Nostradamus».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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