Toscana
La Premier verso una pausa per i troppi casi di Covid Anche la Nba nella bufera
londra. Dopo la raffica di rinvii degli ultimi giorni in Premier League l’ipotesi di una sospensione temporanea appare sempre più inevitabile nonostante la contrarietà della stessa lega inglese. È questa la convinzione di media e tifosi, alla luce anche del brusco rialzo di contagi registrato in tutto il Regno Unito. “Il Massacro Covid sulla Premier League”, è il titolo enfatico del Daily Mail che sottolinea come la metà delle partite del weekend siano state cancellate”, mentre i “club temono una sospensione temporanea”.
Per il momento però – scive il Daily Telegraph – la Premier League sembra resistere alle crescenti pressioni di chi – tra i quali anche alcuni manager, come Graham Potter del Brighton e Thomas Frank del Brentford – vorrebbe fermare il campionato almeno per un paio di settimane. Riunione d’emergenza fra i club lunedì, per discutere sul da farsi davanti alla risalita dei contagi da coronavirus. Nell’ultima settimana sono state già rinviate nove gare, di cui cinque nel prossimo weekend, e fra gli allenatori c’è chi spinge per una pausa forzata del campionato.
Dal calcio al basket, anche la Nba americana è alle prese con numerosi focolai: Anche la star dei Los Angeles Lakers Russell Westbrook è entrato nei protocolli di salute e sicurezza della Nba giovedì, unendosi a Giannis Antetokounmpo di Milwaukee e James Harden di Brooklyn come ex Mvp della lega attualmente in isolamento a causa del coronavirus. Westbrook ha giocato 42 minuti per i Los Angeles Lakers mercoledì sera nella vittoria ai supplementari a Dallas. I Lakers hanno detto che non giocherà venerdì in Minnesota, insieme ad altri quattro giocatori a causa di problemi di virus e altri due a causa di infortuni.
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