Chiarugi: «Una partita con tante occasioni»
L’ex attaccante delle due squadre: «Le assenze condizionano il gioco, ma Milan e Napoli sono votati allo spettacolo»
Alessandro Guerrieri
Negli anni ’70, Luciano Chiarugi è stato uno dei migliori attaccanti esterni del nostro campionato, come ben raccontano le 80 reti realizzate nella massima serie. In carriera ha indossato anche le casacche di Milan e Napoli, la sua esperienza è perfetta per fare le carte alla grande sfida del “Meazza”.
Che ricordi ha dei trascorsi con le due squadre, e in particolare di questa sfida?
«Benché siano trascorsi così tanti anni, sono ricordi che mi emozionano sempre; a Milano ho giocato le stagioni migliori della mia carriera, vincendo una Coppa delle Coppe ed una Coppa Italia, a Napoli sono stato per due campionati, ottimo il primo, da dimenticare il secondo, per l’ostracismo del tecnico Di Marzio. Riguardo a questa partita, mi piace ricordare una mia rete a Carmignani, proprio in chiusura di gara, che regalò tre punti al Diavolo».
Veniamo ad oggi, Milan e Napoli stanno facendo molto bene.
«Concordo, non traggano in inganno gli ultimi risultati altalenanti, dovuti principalmente ai tanti infortuni che hanno bersagliato le due squadre. Rossoneri e campani hanno giocato una prima metà di campionato da leccarsi i baffi, sempre sciorinando un gioco davvero bello a vedersi, e questo è un merito che va ascritto ai due tecnici, Pioli e Spalletti. Sono convinto che, al di là della sfida del “Meazza”, entrambe lotteranno fino alla fine per lo scudetto».
In ottica corsa al titolo, quanto possono pesare i mancati rinnovi contrattuali di Kessie ed Insigne?
«Possono influire, per un calciatore non è mai facile giocare senza la mente sgombra, e la querelle per il rinnovo inizia a diventare lunga e tortuosa, soprattutto per Insigne, uno che nel Napoli è nato e cresciuto, fino a diventarne il capitano. La mia speranza è che il presidente De Laurentiis trovi l’accordo con i procuratori del giocatore e si arrivi alla firma tanto attesa. Sarebbe un peccato, per Napoli ma anche per tutto il nostro movimento, vedere Insigne traslocare, magari all’estero».
Che partita si aspetta nel catino di “San Siro”?
«Saranno 90’ da seguire, anche per lo splendido spettacolo che ci sarà sulle tribune, con un “Meazza” al limite della capienza e traboccante di entusiasmo. Mi aspetto un match ricco di emozioni, con le due squadre che scenderanno in campo per giocarsela e provare in ogni modo a conquistare i tre punti, senza far troppo ricorso a tatticismi, seguendo quello che è il loro Dna, spiccatamente offensivo».
Ci saranno tante defezioni, possono influire sull’andamento della partita?
«Assolutamente sì, le assenze sono pesanti da una parte e dall’altra, nel Milan mancheranno Rebic e Leao, ma a pesare sarà soprattutto la defezione di Kjaer, finché ha giocato autentico pilastro della difesa rossonera. Non sta meglio il Napoli, costretto a rinunciare alla sua spina dorsale, composta da tre autentici califfi: Koulibaly, Fabian Ruiz e Osimhen.
Come finisce, e quali i possibili match winner? «È una partita importante, chi la vince assurge al ruolo di anti-Inter, senza dimenticare l’Atalanta. Nel Milan dico Ibrahimovic e, o il rientrante Giroud. Mentre nel Napoli Lozano e, se recupera, Insigne».
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