Gioco
«Questo Milan lotterà fino alla fine per lo scudetto». Parola di Collovati
L’azzurro di Spagna 82 fa le carte al match tra i friulani e la formazione di mister Stefano Pioli: «La capolista farà la partita ma occhio a Deulofeu e Beto»
A cavallo degli anni Settanta ed Ottanta, il difensore centrale migliore del nostro calcio è stato sicuramente Fulvio Collovati, non a caso pilastro della difesa azzurra nel vittorioso Mondiale spagnolo del 1982. Cresciuto nel Milan, nella massima serie ha vestito anche le casacche di Inter, Udinese, Roma e Genoa, per complessive 368 presenze nella massima serie, con la perla dello scudetto, quello della stella, conquistato con i rossoneri. Apprezzato opinionista delle reti Rai, analizza per noi l’attesissimo anticipo serale tra due delle sue ex squadre: Udinese-Milan, in programma sabato 11 dicembre alle 20,45.
Lei ha iniziato la sua bella carriera al Milan
«A Milano sono arrivato che ero un imberbe ragazzino, e dalle giovanili sono giunto alla prima squadra, giocandovi per ben 7 anni, con il mitico scudetto della stella. In rossonero, oltreché calciatore, sono diventato uomo, frequentando Milanello, dove ci si preoccupava anche del percorso umano dei giovani calciatori, un esempio che andrebbe preso a modello anche nel calcio di oggi. Erano anni, quelli in rossonero, non semplicissimi, con frequenti cambi di proprietà e risultati altalenanti sul campo; vero che abbiamo vinto un titolo, vero altrettanto che siamo incappati in due retrocessioni in Serie B, la seconda delle quali mi costrinse a cambiar maglia per non perdere la nazionale. Potevo scegliere tra Fiorentina ed Inter, optai per i nerazzurri per non cambiare città».
Ad Udine?
«Fu una stagione di passaggio, sulle mie tracce c’era la Roma, il presidente Viola mi telefonava praticamente tutti i giorni, ma l’Inter preferì cedermi all’Udinese, dove trascorsi una stagione prima di vestire, avevo una scrittura privata in tal senso, il giallorosso».
Veniamo all’oggi, un giudizio sul cammino delle due squadre
«Del Milan posso dire solo cose belle, aldilà delle recente eliminazione dalla Champions League. Pioli è stato bravo a costruire una squadra che ha una sua propria fisionomia e pratica un calcio propositivo e piacevole a vedersi. Penso che i rossoneri, nonostante non abbiamo la miglior rosa del campionato, lotteranno fino all’ultima giornata per conquistare lo scudetto e, paradossalmente, la prematura uscita dalle Coppe europee potrebbe aiutare in tal senso. La perplessità arriva dai tanti contratti in scadenza, frutto delle scelte errate della precedente gestione; dopo aver perso Donnarumma e Calhanoglu, adesso il Milan corre lo stesso rischio con Theo Hernandez e Kessie. L’Udinese, invece, ha iniziato benissimo poi, complici gli infortuni di Deulofeu e Pereyra, ha cominciato a battere in testa, fino all’esonero di Gotti.
Lei avrebbe cambiato il tecnico?
«Pozzo dice che vuol arrivare nelle prime 10, ma quest’organico è solo da salvezza, del resto in estate ha perso due big come Musso e De Paul. Riguardo a Gotti, l’impressione era che già a fine campionato non godesse della stima dei Pozzo, ed allora era forse meglio cambiarlo in estate».
Veniamo alla sfida del "Friuli", come se la aspetta?
«Sarà il Milan a fare la partita, su questo non ci sono dubbi, lo dice il dna offensivo della squadra di Pioli. I rossoneri, però, dovranno fare grande attenzione alle ripartenze di due frecce come Deulofeu, tra l’altro ex di turno, e Beto, pericolosissimi in campo aperto. I friulani, invece, soffrono tantissimo gli inserimenti dei centrocampisti avversari, lo si è visto anche nelle due recenti trasferte, con Lazio ed Empoli. Altra chiave sulle fasce, dove si affrontano un nazionale francese, Theo Hernandez, ed uno argentino, Molina».
Come finisce, ed i possibili match winner?
«Sicuramente il Milan è il favorito della partita, per quanto riguarda i protagonisti, nel Milan Brahim Diaz e Krunic, con i loro inserimenti, Deulofeu e Beto tra i padroni di casa».
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