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«Se esce quella carta ci saltano al collo»

Juve, caso plusvalenze: la nuova intercettazione sull’affare CR7. Indagato anche il capo dell'ufficio legale

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tori no. Nuova perquisizione nella sede della Juventus da parte della Finanza su mandato della Procura di Torino. L’indagine è sempre quella legata alle plusvalenze, ma adesso il faro è puntato sull’affare Cristiano Ronaldo. Quello che interessa non è l’asso portoghese (che non risulta al momento indagato), ma è capire l’intera operazione di mercato per poterne valutare il reale impatto sul bilancio della società.

nuovo indagato

Secondo quanto si apprende c’è un nuovo indagato: Cesare Gabasio, capo dell’area legale del club bianconero. Il suoi nome è legato alla misteriosa scrittura privata che, secondo i pm, conterrebbe una serie di dettagli sulle retribuzioni arretrate di CR7. Carta che emergerebbe nel corso di una telefonata tra Gabasio e il direttore sportivo Federico Cherubini.

L’INTERCETTAZIONE

Il 23 settembre 2021, Gabasio è intercettato dalla Finanza mentre parla appunto al telefono con Federico Cherubini: “Se salta fuori ci saltano tutti alla gola sul bilanci…i revisori e tutti…poi magari dobbiamo fare una transazione finta…”. E aggiunge: “Non arriverei all’estremo di fare una causa perché poi quella carta lì che loro devono tirare fuori non è che ci aiuti tanto a noi”.

L’ipotesi su cui lavorano gli inquirenti è che nel bilancio 2021, nella parte relativa ai “fatti di rilievo avvenuti dopo il 30 giugno”, non sia stato scritto tutto in merito all’affare Ronaldo. Viene dato atto, alla voce “cessioni definitive”, che il portoghese è stato ceduto al club inglese per 15 milioni. Si precisa che “il valore di cessione potrà incrementarsi di massimi del valore di 8 milioni al raggiungimento di obiettivi sportivi”. Ma sulla presunta “scrittura privata”, e sui suoi effetti, nulla di nulla: e questa, secondo i pubblici ministeri, è una violazione di un principio di contabilità, nonché di un articolo specifico del codice civile, che contribuisce a comporre il reato (già contestato) di false comunicazioni di società quotate. Però senza la “famosa carta” non sarà possibile fare passi avanti.

la nota della juve

Su questi sviluppi la Juventus spiega: «L’ultimo decreto di perquisizione non modifica le ipotesi investigative del precedente provvedimento notificato venerdì scorso». La Juve ribadisce di stare «collaborando con gli inquirenti e con la Consob e confida di chiarire ogni aspetto di interesse degli stessi, ritenendo di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme».



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