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serie a: il match clou 

Inter, quando il cuore va messo da parte Con Mou c’è in ballo il primato in classifica

Inter, quando il cuore va messo da parte Con Mou c’è in ballo il primato in classifica

Dopo undici anni il tecnico portoghese ritrova la sua ex squadra. Inzaghi: «Ha fatto la storia, ma dobbiamo batterlo»

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MILANO. «Scusa Mou, ma stasera dobbiamo batterti». A volte i sentimenti vanno messi da parte e stasera, per l’Inter di Simone Inzaghi, è uno di quei giorni. Dopo undici anni dallo storico Triplete, i nerazzurri e Josè Mourinho si ritrovano sullo stesso campo, ma stavolta da avversari. Una partita molto particolare su entrambi i fronti, ma soprattutto per lo “Special One” che ha scelto il silenzio invece della consueta conferenza stampa pre-partita.

Ha preso la parola, invece, Inzaghi, che ha iniziato la sua riflessione della super-sfida di oggi dell’Olimpico (si gioca alle 18, arbitra Di Bello), proprio dal grande ex. «Sarà un piacere sfidare l’allenatore del Triplete – attacco il tecnico dei nerazzurri – non l’ho mai conosciuto e incontrato. Per lui sarà una partita storica, ma soprattutto è un allenatore dalle grandi capacità e per questo dovremmo fare molta attenzione».

Ma anche per lo stesso Inzzaghi non è una partita qualunque: l’Inter, infatti, in caso di successo e passi falsi di Napoli e Milan si ritroverebbe in testa alla classifica. «È la partita più importante di questo periodo. La Roma è una squadra forte, con valori importanti. Dovremo fare una gara molto attenta e da vera Inter. Per me tornare nella Capitale è sempre un piacere, anche se ora la vivo in maniera diversa», spiega l’ex trainer della Lazio.

Poi un punto sulla situazione infortunati, tema caldo anche in casa Inter: «Sicuramente – afferma Inzaghi – non ci saranno Ranocchia e Darmian, con poche possibilità di rivedere anche de Vrij. Bastoni ancora non si è allenato ma dovrebbe recuperare. Per quanto riguarda il tema dei giocatori ko, ci siamo dentro tutti: giocando ogni 2-3 giorni non è semplice. Bisognerebbe guardare con più attenzione i calendari, magari cominciare prima il campionato o mettere insieme le partite delle Nazionali».

Dalla gara di oggi, Inzaghi si aspetta tanto dai suoi attaccanti. «Lautaro? Deve continuare così, ricordiamoci che è molto giovane ed ha ancora ampi margini di miglioramento. Sono soddisfatto di quello che mi sta dando insieme agli altri attaccanti. Per Dzeko penso sia una partita speciale, sinceramente non ne abbiamo parlato, ma l’ho visto allenarsi intensamente e con grande voglia di far bene». Infine un pensiero sulla situazione di classifica che è tornata a farsi avvincente nei piani alti: «Non c’è più il distacco che c’era prima, abbiamo fatto molto bene nelle ultime partite tra campionato e Champions, ma la verità è che tutti corrono e noi dobbiamo rimanere sul pezzo». Dunque, Inzaghi si affiderà al 3-5-2, con D’Ambrosio, Skriniar e Dimarco in difesa, Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu e Perisic a centrocampo e la coppia Lautaro-Dzeko in avanti. Panchina per Correa.

Per Mourinho la sfida con la “sua” Inter arriva forse nel momento più complicato per la Roma, che già nei big match, da due anni a questa parte, ha un trend decisamente negativo, e ora dovrà anche combattere con le tante assenze. Da Pellegrini a Felix, passando per El Shaarawy, Karsdorp e Abraham: tutti fuori gioco anche se per motivi diversi. Defezioni che costringono Mourinho a reinventare la squadra, abbandonando probabilmente il 3-5-2 delle ultime settimane per un ritorno alla difesa a quattro. D’altronde di terzini destri, al netto di Reynolds, in rosa non ce ne sono. Per questo sarà scalato nel ruolo Ibanez con la coppia Smalling-Mancini al centro e Vina a sinistra. In mediana Cristante, dopo il Covid, si riprende il posto da titolare al fianco di Veretout, mentre davanti ci sarà Shomurodov con con Carles Perez, Mkhitaryan e Zaniolo sulla trequarti. E proprio l'azzurro, se dovesse giocare a sinistra, sarebbe provato nel quarto ruolo diverso da inizio stagione. Lui che negli ultimi giorni è finito al centro del dibattito dopo lo sfogo di Mourinho nel post-partita di Bologna.

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