Sicurezza
Black out della Fiorentina nel finale L’Empoli ne approfitta, il derby è suo
Dopo il vantaggio di Vlahovic la partita sembrava segnata, invece dall’87’ cambia tutto con Bandinelli e Pinamonti
I “cugini di campagna” hanno fatto un altro scherzetto alla Fiorentina, ribaltando i viola in due minuti e portando a casa un derby che fino all’87’ sembrava saldamente in mano alla squadra di Italiano. Ma, come dirà alla fine il match winner Andrea Pinamonti, non sempre un singolo può fare la differenza. Il singolo in questione si chiama Dusan Vlahovic e fino a tre minuti dalla fine, appunto, il risultato lo stava decidendo lui, con l’unica palla giocabile che gli hanno concesso i due centrali azzurri Luperto e Tonelli, puntualmente trasformata in oro da questo Re Mida dell’area di rigore. «La voglia di vincere che avevamo noi, loro non ce l’avevano» ha continuato a infierire Pinamonti a cose fatte. E probabilmente ha ragione. Non è un caso, e non lo pensa nemmeno Vincenzo Italiano, che la Fiorentina sia la squadra di Serie A che prende più gol nei secondi tempi, specialmente negli ultimi minuti delle partite. «Su questo aspetto c’è da migliorare – ha detto – Siamo arrabbiati, è la sconfitta che ci fa più male». Anche perché i viola venivano dal trionfo interno sulla capolista Milan e, come si dice in questi casi, erano in fiducia. Si sono portati dietro tremila tifosi entusiasti (e alla fine fradici di pioggia) e adesso devono ripartire da capo. Sette sconfitte e sette vittorie per una squadra che non riesce proprio a pareggiare. Un po’ come l’Empoli, in fondo, che ha visto il segno X in una sola occasione su 14 partite.
Merito dei giocatori scesi in campo e anche di due tecnici che se la giocano sempre. In particolare Aurelio Andreazzoli, che ha schierato una formazione sbarazzina, con un trequartista vero (Di Francesco), due punte (Cutrone e Pinamonti) e soprattutto due terzini di spinta come Stojanovic e Parisi, mentre sull’altro fronte Italiano si è affidato al tridente annunciato alla vigilia (Saponara, Vlahovic, Callejon).
In realtà i primi venti minuti sono stati una partita a scacchi, col solo Biraghi a scaldare i guantoni di Vicario al sesto giro di lancetta e poco altro. Una Fiorentina con la linea molto alta alla quale ha risposto un atteggiamento accorto dei padroni di casa.
Poi è arrivato un acquazzone, che invece di raffreddare i bollori li ha accesi. Prima un’occasione sui piedi di Zurkowski, murato da Duncan (27’), poi una serie di affondi viola con l’ex Saponara (sventato da Vicario al 31’), Martinez Quarta, che ha sprecato un rigore in movimento al 32’, una deviazione involontaria di Parisi che è finita sulla traversa al 33’ e un colpo di testa di Bonaventura finito fuori di un soffio al 38’.
Passata la buriana, Zurkowsi si è fatto male finendo su un tombino a fondo campo e ha lasciato il posto ad Haas prima del tè dell’intervallo.
C’era nell’aria la sensazione che non fosse una partita da 0-0 e infatti al 57’ è arrivato il momento di Vlahovic, bravo a infilarsi tra Tonelli e Luperto per mettere alle spalle di Vicario un cross basso di Callejon.
Italiano ha sentito l’odore del sangue, e dopo aver sganciato all’intervallo Castrovilli per Duncan, ha gettato nella mischia Nico Gonzalez per sfruttare la sua velocità. In effetti per un po’ l’argentino ha fatto vedere i sorci verdi alla catena di destra dell’Empoli, ma alla fine il gol non è arrivato e allora gli azzurri hanno ricominciato a crederci.
Gli ultimi minuti sono tutti per Nedim Bajrami, finora utilizzato col contagocce da Andreazzoli. All’87’ l’albanese scodella in area una palla che il subentrato La Mantia contende a Milenkovc. Il pallone resta lì e Bandinelli lo spedisce in fondo al sacco.
La Fiorentina ora sente odore di beffa e si riversa in attacco, ma passano meno di due minuti ed è ancora Bajrami a mettere una palla coi giri giusti in direzione di Pinamonti. Il tentativo di chiusura di Odriozola si trasforma in un assist e Pinamonti, arrivato al quinto centro personale, non si fa pregare. Finisce in gloria per l’Empoli, mentre la Fiorentina s’interroga sull’ennesimo black out sui titoli di coda.
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