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L’Inter torna in corsa anche se col fiatone Napoli, guai seri per gli infortuni

L’Inter torna in corsa anche se col fiatone Napoli, guai seri per gli infortuni

I nerazzurri segnano tanto ma i finali sono sempre difficili Osimhen e Anguissa fuori dai giochi, tegola per Spalletti

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milano. Inter-Napoli era un bivio, e la squadra di Simone Inzaghi ha preso la strada giusta. Quella che l’ha portata a meno quattro dalla coppia capolista, là dove, al contrario, il rischio era quello di precipitare a meno dieci in caso di successo azzurro. Il segnale dato al campionato è forte e chiaro: l’Inter c’è eccome ed è tornata in piena corsa. Non solo, perché la vittoria di San Siro ha mostrato per buona parte della gara una squadra solida, intensa e di carattere, che ha saputo reagire allo svantaggio iniziale ribaltando inerzia e risultato, e costringendo il Napoli a subire l’iniziativa, ben testimoniata dalle 17 conclusioni nerazzurre verso la porta di Ospina, che ha subito tre reti in una sola partita dopo averne incassate soltanto quattro nelle precedenti 12. L’Inter, inoltre, ha posto fine alla striscia di imbattibilità del Napoli che durava dallo scorso 7 aprile (il recupero Juventus-Napoli terminato 2-1) . Dopo il rigore trasformato contro il Milan, Calhanoglu si è ripetuto, diventando ufficialmente il primo tiratore dal dischetto dell’Inter: il turco ha segnato tutti e quattro i rigori calciati in Serie A, e con l’assist da calcio d’angolo per la rete di Perisic (il suo corner è il terzo dal quale scaturisce un gol, dopo quelli di Skriniar contro il Genoa e Dzeko contro la Fiorentina) è arrivato a quota 10 gare da quando gioca in Italia ad aver segnato e servito un compagno nella stessa gara. L’altra nota lieta della serata è stata il ritorno al gol di Lautaro Martinez, che non segnava dal 2 ottobre contro il Sassuolo. Per l’argentino è stata una liberazione, festeggiata sotto la Curva Nord e accompagnata da un eloquente gesto di scuse rivolto al pubblico per il rigore fallito nel derby. Il suo gol è arrivato su assist di Correa: era dal 12 marzo 2017 nel 7-1 contro l’Atalanta che l’Inter non segnava un gol in Serie A con un assist di un argentino per un gol di un argentino (Banega per Icardi) .

Resta, però, anche l’altra faccia della medaglia, ovvero il fatto che, come capitato contro il Milan, a un certo punto l’Inter ha finito la benzina. Per tanti, in realtà, è stata una conseguenza delle scelte di Inzaghi nel momento in cui ha tolto prima Calhanoglu, poi Barella e Lautaro, infine Perisic. Chi è entrato (Vidal, Gagliardini, Dimarco e Satriano) non ha fatto la differenza, anzi, la squadra si è abbassata ed è stata pericolosamente in balia del Napoli nei minuti finali, quando, con Mario Rui e Mertens, i partenopei hanno sfiorato il gol del pari clamorosamente.

Per il Napoli alla fine il danno minore è stata la sconfitta. Il Napoli esce da San Siro con le ossa rotte, nel vero senso della parola, e Luciano Spalletti si trova nei guai fino al collo. E come se non bastasse il grave infortunio ad Osimhen, che nello scontro con Skriniar ha riportato la frattura scomposta dello zigomo e dell’osso orbitale sinistro, è arrivata oggi anche la notizia che Anguissa è uscito dal terreno di gioco con una seria lesione muscolare. Al momento è difficile, se non impossibile, stabilire i tempi di recupero per i due calciatori.

Osimhen, che ha lasciato l’ospedale Niguarda dove ha trascorso la nottata in osservazione, dovrà essere operato a Napoli, forse già nella giornata di domani.

Anguissa, al quale è stata diagnosticata una lesione distrattiva del grande adduttore sinistro, ha avviato l’iter riabilitativo ma con gli infortuni muscolari, si sa, è difficile fare previsioni. Per Spalletti una domenica da dimenticare.



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di Redazione web