Sicurezza
Sinner entusiasta e carico «Voglio vincere per Matteo»
Dopo il ritiro di Berrettini, Jannik Sinner dedica tutto al suo compagno-amico Ora deve battere Medvedev e sperare che Zverev sia sconfitto da Hurkacz
Vezio Trifoni
A Torino, è scoppiata la Sinner-mania. L’entusiasmo dei tifosi, evidente già dai primi game del suo match d’esordio alle Nitto Atp Finals contro Hubert Hurkacz (6-2 6-2 il finale) al Pala Alpitour, è proseguito anche ieri al Training Center del Circolo della Stampa Sporting dove l’altoatesino si è allenato. Con lui, oltre allo staff guidato dal coach Riccardo Piatti, il giovane svizzero Jérôme Kym, che da giorni è a Torino come sparring partner dei protagonisti del torneo. Osservato anche da Alexander e Mischa Zverev, impegnato sul campo accanto, Sinner è parso rilassato e concentrato. Dopo l’allenamento, è ritornato sui social sulle emozioni vissute all’esordio davanti al pubblico italiano. «È difficile descrivere quello che ho provato entrando in campo: Il buio, il boato del pubblico, gli applausi… l’affetto e il supporto che ho sentito per tutto il match resterà nel mio cuore per sempre» L’altoatesino ha dedicato la vittoria all’amico romano «Questo torneo lo giochiamo per Matteo». Jannik Sinner si era già preso gli applausi del pubblico per una partita straordinaria. Poi se ne è meritati altri per aver pensato, immediatamente dopo aver chiuso l’ultimo quindici, al suo connazionale che poche ore prima gli aveva lasciato il posto. Dalla scritta sulla telecamera, “Matteo sei un idolo”, alle parole dette al microfono, il 20enne altoatesino si è dimostrato maturo e lucido, senza lasciarsi andare a un eccessivo entusiasmo per se stesso. «Mi è dispiaciuto tanto vedere Matteo costretto a rinunciare. Lui lo conosciamo tutti come un grande campione, ma vi assicuro che è anche una persona incredibile, e per me un grande amico. Qui daremo tutto fino alla fine anche per lui. È meraviglioso giocare con questa atmosfera». Fino all’ultimo, Sinner è rimasto in attesa. «Intorno alle 17 l’ho saputo. Matteo mi ha scritto: “scaldati Jan, in bocca al lupo e divertiti”. Divertirsi in effetti era la cosa più importante, se poi la combini con la voglia di vincere e la concentrazione, trovi il mix vincente. «So che il match inizialmente doveva essere alle 14, poi lo hanno spostato alle 21, dunque ho avuto un po’ di tempo in più per prepararmi. Sono arrivato alle 19 al palazzetto per fare il warm up, poi ho giocato davvero bene e sono contento della mia prestazione. I campi sono simili a quelli delle Next Gen di Milano, dove ho vinto due anni fa. Sono veloci, ma mi ha colpito di più l’atmosfera, veramente fantastica: giocare qui in casa è speciale, vuoi vincere anche per il pubblico. Non è facile, ma ho gestito la tensione». Ora la qualificazione per le semifinali è alla portata, ma non dipende solo da lui. Se Zverev dovesse battere Hurkacz (si sfideranno oggi alle 14) , anche un’eventuale vittoria di Jannik contro Medvedev (alle 21) sarebbe ininfluente. «Provo a pensare solo al prossimo match, a giocare bene. Se vuoi battere Daniil devi giocare al top, ha vinto uno Slam, è numero 2 del mondo e sarà una sfida durissima. Certo, l’obiettivo è arrivare in semifinale, ma qui ci sono gli 8 migliori del mondo – con me 9 – e ognuno di loro è duro da battere. Vedremo cosa succederà». Intanto il primo qualificato alle semifinali è Djokovic che distrugge Rublev, 6-3, 6-2 in 68 minuti di gioco. Un successo limpido che gli assicura la prima posizione nel girone Verde.
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