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il trofeo internazionale a calenzano 

“Giglio d’Oro”, Sonny Colbrelli senza rivali

Stefano Fiori
Sonny Colbrelli premiato con il Giglio d'Oro
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Sonny Colbrelli premiato con il Giglio d'Oro

Palmares eccezionale: otto vittorie in stagione tra cui quella all’Europeo, premi anche a Beppe Saronni e a Colnago

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Il Giglio d'Oro, Premio Internazionale di Ciclismo che designa il miglior professionista dell'annata agonistica, veleggia felicemente verso il mezzo secolo di vita, poiché siamo ormai giunti alla 48esima edizione di una fortunata e prestigiosa serie, nata nel 1974 su impulso di personaggi famosi del mondo del ciclismo tra cui Gastone Nencini. Patron Saverio Carmagnini, coadiuvato dalla famiglia e dal figlio Lorenzo, ha fatto gli onori di casa ai qualificati ospiti, all'interno del ristorante Carmagnini del '500 a Pontenuovo di Calenzano. Il 48° Giglio d'Oro è stato appannaggio dell'attuale numero uno del ciclismo italiano, il trentunenne bresciano Sonny Colbrelli, vincitore quest'anno di otto gare tra le quali figurano il campionato europeo, il campionato italiano, il Giro del Benelux a tappe e la Parigi-Roubaix. Nel campionato mondiale svoltosi a Leuven (Belgio) Colbrelli non è riuscito ad andare oltre il decimo posto, classificandosi comunque primo degli italiani e dimostrando di essere ormai un atleta da grandi appuntamenti, dopo anni di gavetta e di vittorie importanti mancate d'un soffio. Il famoso ex-professionista ed attuale manager del team World Tour Uae Emirates, Giuseppe Saronni, ha ricevuto il Premio intitolato a Franco Ballerini ed ha molto apprezzato il riconoscimento ricevuto: «In passato ho vinto per tre volte il Giglio d'Oro, lottando aspramente contro il mio rivale storico Francesco Moser e quindi sono tornato volentieri da Carmagnini, in questa occasione».

Il team Uae guarda già con fiducia al 2022: «Siamo reduci da un'annata trionfale, ma ci rafforzeremo per dare ancora maggiore supporto a Pogacar, che punterà nuovamente a vincere il Tour de France». Quindi niente Giro d'Italia per il campione sloveno: «No, ma tra qualche anno Tadej proverà a realizzare la difficile accoppiata Giro-Tour; così le nostre punte per il Giro 2022 saranno il nuovo acquisto, il portoghese Almeida e Diego Ulissi, già vincitore di molte tappe nella Corsa Rosa». Applausometro al top per Ernesto Colnago, costruttore, industriale della bici e figura storica del ciclismo, 90 anni tra pochi mesi ma la verve di un giovanotto; a lui è stato consegnato il Premio "Alfredo Martini-Maestri dello Sport". Questo il suo commento: «Un premio che mi fa molto piacere e che è intitolato ad Alfredo Martini, un mio grande amico; ho iniziato ad occuparmi di ciclismo a 13 anni, ma il debutto ufficiale risale al 1954. Nel 1955 Fiorenzo Magni, per il quale tifavo, mi volle come collaboratore tecnico e nel 1957 realizzai la prima bici per Gastone Nencini, che poi vinse il Giro d'Italia. Da allora ad oggi ho servito 215 squadre professionistiche, abbiamo vinto 61 campionati mondiali, 18 Olimpiadi e gare importanti ovunque: posso affermare che le mie biciclette, specialmente quelle in carbonio, hanno rivoluzionato il mondo. Infine ho partecipato a 25 Giri d'Italia e a 25 Tour de France.Tra i tanti corridori con i quali è stato a stretto contatto, Colnago fa le sue nominations:

«Merckx è stato unico, in tutti i sensi, ma con Saronni esiste un legame molto forte; tra i ciclisti odierni vedo in Pogacar le stimmate del grande campione». Gli altri premiati della coinvolgente giornata sono stati Martina Fidanza (premio straordinario Giglio d'Oro), campionessa mondiale su pista. Marco Villa (premio Gino Bartali), tecnico e mago del ciclismo su pista, Ludovico Crescioli (premio Giglio d'Oro 2), miglior ciclista Juniores della Toscana, Gerolamo Manuele Migheli (Memorial Tommaso Cavorso) , miglior ciclista esordiente della Toscana. Infine, il nuovo premio "Cultura dello Sport-Franco Calamai" è stato attribuito al giornalista Sergio Neri, direttore della storica rivista Bicisport. Non ha potuto ritirare il premio "Gastone Nencini-rivelazione dell'anno", il campione italiano della crono professionisti, Matteo Sobrero.

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