Attenzione
Italia A supera l’Uruguay, bene il risultato insomma il gioco
PADOVA. Partiamo dalle cose positive. L’Italia A di rugby alla sua seconda uscita stagionale, contro l’Uruguay già qualificato per Francia2023, doveva vincere e ha vinto. 31-13 il finale con cinque mete azzurre (Cannone, Bruno, Tavuyara, Casilio, Trulla) e due uruguaiane (entrambe di Pujadas su driver). A sprazzi si sono viste anche azioni pregevoli, bellissimo il calcio sull’ala con cui Marin ha mandato in meta Pierre Bruno, bella l’azione in verticale della meta di Casilio, con penetrazione di Bruno che dà sottomano a Izekor da questo a Menoncello che sulla linea di meta ricicla a Casilio appena entrato. Un dentro-fuori in velocità fra linea dei cinque e linea di touche. Ciò che non è andato lo sintetizza il capitano di giornata, Braam Steyn: «Avrei voluto mettere su di loro più punti e lo avremmo potuto fare con un po’ più di attenzione. E mi dispiace che abbiamo preso due mete su drive». «Troppa indisciplina da parte nostra - dice il ct Alessandro Troncon - di fatto se sono arrivati nella nostra metà campo è stata per i 16 calci di punizione che abbiamo concesso. Poi certo abbiamo vinto, ma non abbiamo fatto il gioco che volevamo».«Sì potevamo fare di più e meglio - dice un radioso Filippo Alongi, pilone azzurro, nato rugbysticamente nel Viareggio Rugby esordiente nella nazionale cadetta - ma in mischia chiusa abbiamo lavorato bene (torna in mente una mischia dove Alongi ha letteralmente affossato il suo diretto avversario al 21’ del primo tempo ndr), e anche in touche. Per me è stata un’emozione fortissima tornare a vestire la maglia azzurra dopo le partite che avevo giocato in Under 20». «Ma questa è una maglia più pesante, dice battendo la mano sullo scudetto sotto cui c’è scritto "Italia A. E ora? «Ora il sogno è arrivare in alto, in cielo, alla nazionale maggiore. Impegno, lavoro duro, ma alla fine pagherà». Uno degli altri tre toscani in campo, Lorenzo Cannone, fiorentino, ha aperto le marcature sorprendendo gli avversari in touche dopo cinque minuti. Ion Neculai, formatosi all’Elba, è entrato nella ripresa al posto di Alongi e ha contribuito a rendere pesantissimo il pomeriggio della prima linea uruguaiana. Ora l’Uruguay dovrà vedersela sabato prossimo con la nostra nazionale maggiore che non potrà fare peggio della cadetta pena polemiche a non finire. Per l’Italia A, invece, impegno a Caltanissetta il 18 dicembre con la Romania.
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