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Addio a Ermanno Pieroni portò l’Ancona in A e fece crescere il Livorno

Fabrizio Pucci
Addio a Ermanno Pieroni portò l’Ancona in A e fece crescere il Livorno

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LIVORNO. Nessuno, a Livorno, sapeva che era malato. Per questo la notizia della morte di Ermanno Pieroni, rimbalzata dalle Marche in città nel primo pomeriggio di ieri, ha destato profondo dolore e cordoglio negli ambienti sportivi amaranto. Pieroni, infatti, a ‘quel bel colore di nostra divisa’ era molto legato. Dal 2007 al 2009 è stato consulente esterno della famiglia Spinelli. Erano gli anni d’oro del club. Nel 2009 arrivò la promozione in serie A ottenuta da una squadra costruita anche grazie ai consigli di sor Ermanno. Portò con sé, a Livorno, la compagna Mariolina Maggiori che fu impiegata nell’ufficio stampa e che oggi lo piange insieme alla figlia, la piccola Letizia. E proprio una dolcissima foto che lo ritrae seduto in una tribuna di uno stadio con la bambina in braccio è stato il suo ultimo posto sul proprio profilo facebook. Era il 27 settembre. Classe 1945, Ermanno Pieroni era un uomo d’altri tempi.

Aveva la passione per il calcio nel sangue. In principio, nella natia Jesi fu arbitro, poi spiccò il volo da dirigente di successo. Braccio destro di Gaucci ai tempi del miglior Perugia dopo l’epoca di Castagner, fu un eccezionale talent scout al punto che due suoi ‘ragazzi’ nel 2006 sono diventati campioni del mondo: Rino Gattuso e Marco Materazzi. Non solo giocatori: durante la sua prima parentesi all’Arezzo (2006), consegnò la prima panchina ad Conte e poi dette una chance a Sarri: «Ma li ho esonerati entrambi», amava ripetere scherzando con gli amici di sempre. Proprio ad Arezzo, nel 2018, riuscì a compiere l’ultimo miracolo: una salvezza insperata in C a dispetto di una società inesistente.

Nella sua vita ci sono stati anche periodi bui: il coinvolgimento nell’inchiesta della Procura di Cremona sul calcio scommesse da cui fu prosciolto e la vicenda del crac dell’Ancona: «Sono vittima, non carnefice» ripeteva con forza. Adesso riposerà in pace. E vivrà nei ricordi della sua Mariolina e della piccola Letizia a cui vanno le condoglianze del Tirreno.



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