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Tempi cupi per Mou e la Roma

Enzo Bucchioni
Mourinho
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Mourinho

Il punto. La Roma forse è la peggior squadra che ha allenato negli ultimi anni, ma se con i suoi sistemi i risultati non sono arrivati neppure con una formazione di caratura superiore come il Tottenham, nella capitale devono avere pazienza

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Un Derby ad alta intensità, non un pari qualsiasi. Milan e Inter ci provano fino in fondo, con tutte le energie, con tutto quello che hanno. E non è poco. Ne viene fuori una partita di alto livello che sarebbe stata bene anche in Premier. Ma è giusto il risultato? Che poi è la più classica delle domande. Sicuramente l’Inter ha sprecato di più, compreso un rigore, ma anche il Milan ha colpito un palo nel finale. A proposito di rigori restano dei dubbi sul primo, quello segnato. Netto il secondo, quello sbagliato. A conti fatti forse va bene così anche se l’Inter resta dietro di sette punti e non sarà facile recuperare su questo Milan e anche sul Napoli fermato dal Verona sul pari. La strana coppia pareggia, ma non molla. La frenata del Napoli ha un nome (Verona) e un cognome (Tudor).

Dopo aver battuto la Juve, il pareggio dell’Hellas al Maradona è la conferma dell’ottimo lavoro fatto dall’allenatore croato che ha riportato lo spirito di Juric, la voglia di lottare, la velocità e la semplicità di un gioco efficace. La squadra di Spalletti è apparsa più ansiosa e disordinata del solito, meno serena, evidentemente il primo posto logora e quando c’è il "braccino" certe partite è impossibile portale a casa. Chiedere a Insigne sostituito e sicuramente non felicissimo. Due legni tremano, il Verona finisce in nove, ma il pari non si schioda. Fra le altre Sette Sorelle o presunte tali, la Juventus ha vinto e la Roma ha perso, separate da un solo punto in classifica hanno molto in comune. Cosa? Di sicuro la delusione e poi due grandi allenatori, Allegri e Mourinho, improvvisamente invecchiati e forse superati. Il loro calcio non funziona più così bene, è dura puntare tutto sui giocatori, sul carattere, sulla determinazione quando i campioni non ci sono più e il mondo attorno è cambiato. Non è un caso se queste due squadre vanno sempre in difficoltà contro squadre organizzate, che hanno un gioco e una personalità, grandi o piccole che siano.

La Juve e la Roma un gioco organizzato non ce l’hanno e senza i fuoriclasse in grado di risolvere le partite con le loro giocate, diventa tutto più complicato. La Juventus ha vinto ancora una volta per uno a zero, con quell’ormai mitico "corto muso" così caro all’allenatore che ama l’ippica come il calcio, ma il gol è arrivato soltanto nel recupero e con la Fiorentina in dieci. Hanno vinto per una giocata i bianconeri, ma la partita l’ha fatta la squadra di Italiano che avrebbe meritato almeno il pari e undici contro undici probabilmente nel finale avrebbe provato anche a vincere come è nella mentalità del tecnico viola. La Juve ha faticato semplicemente perché Locatelli è stato schermato da Bonaventura e da Torreira, perché la palla è arrivata sempre sporca a Dybala e Morata, ma anche a Chiesa, con le linee di passaggio spesso chiuse. Ma anche perché Allegri è tornato al centrocampista (Rabiot) all’ala in omaggio al "primo non prenderle". Mentalità superata dai tempi. I tre punti di sicuro daranno energia e sono sempre una buona medicina, ma se la Juventus è malata (e lo è) non credo che potrà guarire in tempi rapidi. Dare un gioco organizzato alle sue squadre non è nelle corde di Allegri che ha altri principi e altre qualità, e non credo che nei programmi della Juventus a breve ci sia l’acquisto di quei due o tre campioni che mancano tremendamente a questa Juve. Tempi duri. Ancora più complicata la vita dell’ex Special One derubricato a Normal One da diverso tempo.

La Roma forse è la peggior squadra che ha allenato negli ultimi anni, ma se con i suoi sistemi i risultati non sono arrivati neppure con una formazione di caratura superiore come il Tottenham, nella capitale devono avere pazienza. Tanta pazienza. E l’endorsement di chi capisce di calcio come io capisco di fisica quantistica, è la conferma che per la Roma e per i lupi sembrano sempre tempi cupi. Soprattutto se pensiamo a quello che stanno spendendo i Friedkin. Allegri e Mourinho battete un colpo... come fanno i fantasmi.

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