Sicurezza
È Djokovic il re di Francia asfaltato anche Medvedev
Vezio Trifoni
A Parigi Bercy il re è Nole Djokovic che supera in rimonta Daniil Medvedev 46 63 63 e ritorna cannibale. Alla cerimonia conclusiva risuonano le note. “I need to know now, can you love me again”. “Voglio sapere adesso, puoi amarmi ancora”, se lo chiedeva John Newman in una canzone diventata popolare perché colonna sonora di diverse edizioni delle Nitto ATP Finals a Londra in vista proprio delle Finals di Torino che avranno i due più forti giocatori del 2021 come favoriti. Più della vendetta della finale dello US Open, più del suo 37mo Masters 1000 in carriera, record assoluto nel circuito ATP, il tema dominante è proprio l’amore del pubblico.
I tifosi infatti si schierano apertamente, intensamente, smaccatamente per Nole. Se non ci fosse un rivale come Medvedev, Djokovic avrebbe dovuto inventarlo. La prima finale tra i primi due giocatori del mondo a Parigi-Bercy dal 1990 sembra riannodare il filo interrotto dopo lo US Open. Medvedev aveva tolto a Djokovic il sogno del Grande Slam e da lì ricomincia. Dominante in risposta, tatticamente pronto a comandare il gioco, il russo costruisce un vantaggio competitivo che in altre occasioni sarebbe risultato decisivo. Non a caso, prima di questa, non aveva mai perso una finale sul duro dopo aver vinto il primo set. Djokovic però cambia il finale di partita. Senza la paralizzante pressione dell’obiettivo storico che l’aveva bloccato a New York, trasforma l’emozione positiva dell’affetto del pubblico in energia. Allungare lo scambio da fondo contro un avversario che lo mette di fronte a colpi piatti, a palle sfuggenti non è la soluzione migliore.
Allora Djokovic varia, accorcia, viene avanti. Scrive una musica tutta sua, che il pubblico gradisce. Medvedev, invece, no. I tifosi esultano per i suoi errori, spingono Djokovic come fosse uno di loro. Medvedev più volte fa il gesto del pollice verso rivolto verso le tribune nell’ultimo cambio campo. Il numero 2 del mondo ha un ultimo lampo d’orgoglio, l’effimero break per il 3-5 nel terzo set. Ma l’effetto svanisce presto. La festa, con un ultimo punto da cineteca e da far vedere a chi ama il tennis, è tutta per Nole che chiude per il settimo anno, record, da numero uno al mondo.
Da quando esiste il ranking computerizzato, nessuno ha completato così tante stagioni con lo scettro di migliore del mondo. Il serbo ha staccato Sampras che mantiene il record di stagioni consecutive da numero 1, sei dal 1993 al 1998. «Sono fiero - ha detto Djokovic - di questo risultato, cercare di terminare la stagione da numero 1 ATP è sempre uno dei più grandi obiettivi all’inizio di ogni anno. Farlo per sette anni e superare il mio idolo Sampras è incredibile”. A 34 anni, Nole è il più anziano a chiudere un anno da numero 1. Migliora se stesso, in questo caso, battendo il suo primato stabilito un anno fa. Questo risultato certifica il dominio dei Fab Four. Nelle ultime 18 stagioni, solo loro sono riusciti a terminare una stagione in vetta al ranking: sette volte Djokovic, cinque Rafa Nadal e Roger Federer, una Andy Murray. Djokovic vanta anche il record di settimane da numero 1 nel ranking. Al 22 novembre, il lunedì successivo alla finale delle Nitto ATP Finals, avrà raggiunto quota 348.
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