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l’intervista 

L’ex Battistini: «Sarà un derby spettacolare»

Alessandro Guerrieri

Indimenticato libero di rossoneri e nerazzurri: «Erano partite speciali e emozionanti, peccato non aver mai segnato»

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Alessandro Guerrieri

Nella sua lunga carriera, Sergio Battistini, toscano purosangue, ha indossato con ottimi risultati anche le casacche delle due milanesi; in rossonero è cresciuto, nell’Inter ha toccato l’apice della sua carriera, vincendo due Coppe Uefa. In carriera ha collezionato ben 346 presenze in Serie A, e 4 in nazionale, dall’alto della sua esperienza ci aiuta ad interpretare l’ennesima edizione del Derby della Madonnina.

Le ha giocato sulle due sponde di Milano.

«In rossonero mi sono formato sia come calciatore che come uomo, esordendo in Serie A e vincendo due campionati cadetti. Nell’Inter ho raggiunto i traguardi più elevati, vincendo due Coppa Uefa».

Ricordi del derby?

«Era la partita dell’anno, giocata in una atmosfera stupenda. Ne ho giocati tantissimi, anche se non ho mai avuto il piacere di realizzare una rete. Mi ricordo una bella vittoria, in rimonta. con il Milan, grazie ad una rete decisiva di Hateley con un colpo di testa sulle spalle di Collovati, una immagine che fece il giro del mondo».

Le due squadre stanno facendo bene.

«Per quanto riguarda il Milan direi molto bene, lo dice il ruolino di marcia del Diavolo, fatto di 10 vittorie ed un pareggio. I rossoneri sono squadra organizzata e mostrano un gioco tanto redditizio quanto piacevole a vedersi. Anche l’Inter è partita bene, grazie agli insegnamenti di Simone Inzaghi, pur scontando in classifica la sconfitta nella Roma biancoceleste».

Quale la differenza con l’Inter di Conte?

«I nerazzurri giocano in maniera più aperta, pensando più ad insidiare la porta avversaria che a difendere la propria».

Le due milanesi sono le grandi favorite del campionato?

«Queste prime 11 giornate sono state caratterizzate dal dominio di Milan e Napoli, brave ad accumulare un vantaggio già importante. L’Inter è, secondo me, l’unica che può ancora insidiare Pioli e Spalletti; in questa ottica sarà molto importante la stracittadina, se i nerazzurri perdono scivolano a – 10 dai cugini, un margine obiettivamente arduo da recuperare»

Il derby arriva dopo la Champions, quanto influirà?

«Sono state due partite faticose, sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico, in più per l’Inter c’è anche la fatica del lungo viaggio a Tiraspol. Prevedo, proprio per questo motivo, diversi cambi».

Tatticamente che partita ne esce?

«Si incrociano due squadre che giocano sempre per realizzare una rete in più degli avversari, con un atteggiamento propositivo, secondo quello che è il credo tattico di Pioli, e Simone Inzaghi. Ingredienti ideali per una ricetta saporita, fatta di grandi emozioni e, secondo me, tante reti».

Quali i possibili giocatori decisivi?

«Nel Milan sicuramente Ibrahimovic, uno che a 40 anni è sempre decisivo, come ha fatto vedere anche domenica sera a Roma. Però attenzione anche a Leao, in grande crescita. In casa nerazzurra voto per Dzeko, uno dal gol sempre in canna, e Barella.

Come finisce?

«Di sicuro sarà una partita godibile e ricca di reti e siccome il mio cuore è diviso a metà pronostico un pareggio».

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