Italia
Standing ovation per Conte e subito una vittoria
Successo con il Vitesse in Conference League, con rischio di rimonta: «Dobbiamo lavorare sui momenti di difficoltà»
londra. Buona la prima, per Antonio Conte alla guida del Tottenham. Pochi giorni dopo aver raccolto l’eredità del portoghese Nuno Espirito Santo, il tecnico salentino, accolto da una standing ovation, ha condotto gli “Spurs” alla vittoria, in Conference League, contro gli olandesi del Vitesse. Un successo sofferto, ma pur sempre un successo, che conferma la statistica che vuole Antonio vincente alla prima esibizione con le sue nuove squadre. Era già successo con Juve, Chelsea, Inter ed anche alla guida della Nazionale. Un compito per niente agevole, quello che si è preso l’ex tecnico dell’Inter: il Tottenham da anni cerca di entrare nel gotha del calcio inglese, spendendo decine di milioni di euro, senza grandi risultati, se si esclude una finale di Champions, persa con il Liverpool nel 2019, con Pochettino in panchina. Una società che negli ultimi tre anni ha bruciato, in rapida successione, Mourinho, Ryan Mason e Nuno Espirito Santo. Farla decollare sarà il suo compito magari capitalizzando al meglio gli scontati investimenti di gennaio, con il ds Paratici che ha già messo gli occhi addosso a vecchi pupilli di Antonio (Brozovic, Barella e Vlahovic su tutti). Nell’attesa, il tecnico cercherà di meritarsi le belle parole che gli ha riservato “Pep” Guardiola: “Conte ha vinto ovunque, è un allenatore eccezionale”, e i 15 milioni di ingaggio. Lo farà senza raccontare favole, ma con il duro lavoro, come ha fatto capire anche nella conferenza stampa seguita alla sfida con il Vitesse: «La partita con gli olandesi ha mostrato le nostre difficoltà: eravamo 3-0, stavamo creando altre occasioni, ma è bastato poco per buttarci giù. Questa squadra ha bisogno di capire che si vince soffrendo. C’è ancora tanto da lavorare per crescere». Un lavoro fisico ma soprattutto psicologico, in questo Antonio è un martello, per convincere i suoi che per raggiungere i risultati bisogna stringere i denti e soffrire, abnegazione e dedizione assoluta alla causa, senza sconti a nessuno, siano i propri giocatori o la società.
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