Il dolore
Coppa Davis, cinque convocati per un sogno: «L'Italia ha una squadra super. Senza punti deboli»
L’Italia sarà impegnata a Torino dal 25 al 29 novembre in Davis Cup (Stati Uniti e Colombia le avversarie). Ecco cosa dice Filippo Volandri
Livorno. Un momento davvero speciale per i colori azzurri che sono costantemente protagonisti in tutti i tornei mondiali con ben 9 giocatori tra i primi 100 e 2 top 10. L’Italia sarà impegnata a Torino dal 25 al 29 novembre in Davis Cup (Stati Uniti e Colombia le avversarie) e per “Filo” Volandri sarà la prima volta da capitano.
Cinque i convocati per un sogno, partiamo da Berrettini?
«Matteo è un ragazzo molto intelligente e non è solo istintivo, ma è uno che si guarda dentro, e credo che sia la sua qualità migliore – spiega Volandri – viene sempre fuori in maniera incredibile da momenti complicati, e questo la dice lunga sulla sua maturità. È un giocatore tecnicamente moderno, dotato di un servizio e dritto fuori dal comune, ma non è solo la tecnica la parte migliore di Matteo».
Sinner?
«Jannik è un ragazzo che sta bruciando le tappe, non sembra che abbia vent’anni, è molto più maturo della sua età. Quello che mi piace di più dal lato tecnico è il fatto che lui riesca sempre a giocare andando davanti, dando una velocità alla palla fuori dal comune. Dedica tutta la sua vita al tennis e queste sono scelte che non sono assolutamente scontate. Questa è la parte che mi piace di più, al di là dell’aspetto tecnico».
Il giocatore che probabilmente conosci di più, per tanti motivi è Fognini. ..
«Con Fabio abbiamo condiviso tante esperienze, tante sfide. Adesso io sono dall’altra parte, e quello che mi è piaciuto di più di lui è stata la sua disponibilità al progetto – dice l’ex numero 25 al mondo – . Che non è un progetto che ruota attorno all’individuo, ma intorno alla squadra. E questo da un giocatore con questa esperienza, che ha fatto così tanto in Davis, non è scontato. Ha un elemento importante e fondamentale per una squadra nuova, lui che di sfide di Davis ne ha giocate tantissime».
Sonego giocherà in casa, nella sua Torino... «Lorenzo è un ragazzo che lo puoi mettere dappertutto, perché si trova sempre bene. Un ragazzo al quale piace competere. Nella partita, nella gara e nelle difficoltà tira fuori il meglio di sé, ha imparato a gestire anche la sua quotidianità, i suoi allenamenti – continua Filo – è un polipo che migliora continuamente».
E infine il 19enne da Carrara Lorenzo Musetti?
«Ci ho dovuto ragionare tanto sopra ma credo che Lorenzo, soprattutto guardando al futuro, sia un componente molto importante perché può giocare su qualsiasi superfice, sia in singolare che in doppio. Ma essendo così giovane ha bisogno di tempo per fare esperienza, e credo che questa per lui sia un’occasione importantissima – dice – è un giocatore dotato di grande talento, un altro che sta bruciando le tappe. È dotato di un’ottima mano ma deve imparare a gestire il talento perché a volte diventa controproducente. Però in questo sta studiando con Simone Tartarini, con un ottimo lavoro».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
