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Lucchesi affronta gli All Blacks «È un sogno»

Alessandro Cecioni
Lucchesi affronta gli All Blacks «È un sogno»

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Alessandro Cecioni

Gianmarco Lucchesi, livornese, classe 2000, domani all’Olimpico di Roma (diretta su Sky Sport e, in chiaro, su Tv8 dalle 14), realizza il sogno di ogni giocatore di rugby: giocare contro gli All Blacks. Scende in campo da titolare con la maglia numero 2, tallonatore. Come diretto avversario avrà Dan Coles, il suo idolo. «E’ il giocatore che ha cambiato il nostro ruolo, è lui il prototipo del tallonatore moderno. Incontrarlo per me ha dell’incredibile», dice Gianmarco, e ricorda la prima volta che ha visto gli All Blacks dal vivo. «Era il 2009, avevo 9 anni, e andai a Milano a vederli, a San Siro. Un’emozione grandissima. E sono emozionato ora che li affrontiamo all’Olimpico, e 12 anni dopo io sono in campo. Il sogno di una vita. Ci siamo preparati bene a questa sfida, questa settimana è stata molto positiva, abbiamo lavorato al game plan, sulle fasi statiche (mischie e touche)».

«Loro – dice ancora Gianmarco Lucchesi che ha iniziato da piccolo nei Lions Amaranto di Livorno – sono una delle squadre più forti al mondo, i migliori interpreti del nostro sport. Sarà una partita difficilissima, saremo messi sotto una grande pressione, ma secondo me è una di quelle partite importanti per crescere».

«In questi giorni – dice il ct Kieran Crowley, neozelandese, 19 presenze con gli All Blacks fra il 1985 e il 1991, 105 punti realizzati – abbiamo lavorato molto su vari aspetti del gioco curando nel dettaglio ogni situazione. I ragazzi hanno mostrato un grande atteggiamento durante gli allenamenti con tanta voglia di creare qualcosa di importante con questa maglia.

Sabato il focus sarà incentrato sulla nostra prestazione proseguendo nel percorso volto alla creazione di una identità di squadra ben precisa». A chi gli chiedeva come si senta a giocare contro il suo passato, Crowley ha risposto che è già successo quando era alla guida del Canada, alla Coppa del mondo del 2011, proprio in Nuova Zelanda. «Il passato è il passato, allora ero l’allenatore del Canada, oggi sono l’allenatore dell’Italia e penso da italiano». Il capitano del tour neozelandese in Europa, Ardie Savea (sostituito nel match con l’Italia da Same Cane) un paio di giorni fa ha detto “non bisogna sottovalutare l’Italia perché altrimenti potremmo passare un pomeriggio complicato”.

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