La manifestazione
Inter col morale a mille verso il derby
La vittoria a Tiraspol è quasi un lasciapassare per gli ottavi e Inzaghi si gode la facilità di segnare della squadra
milano. per entrare e uscire da Tiraspol bisognava mostrare il passaporto due volte, al confine della Moldavia e a quello dello stato indipendente della Transnistria.
L’altro passaporto, quello per gli ottavi di finali, l’Inter se l’è procurato vincendo contro i padroni di casa dello Sheriff, e adesso il girone, iniziato con la sconfitta contro il Real e il pari contro lo Shakhtar, ha tutto un altro aspetto. Al punto che il primo match point per superare dopo dieci anni la fase a gironi sarà a disposizione già nella prossima gara, a San Siro contro gli ucraini allenati da De Zerbi. Se l’Inter vincesse e lo Sheriff non battesse il Real Madrid la qualificazione diventerebbe aritmetica, con l’ultima sfida del Bernabeu utile soltanto per decidere la prima e la seconda classifica alla fase a eliminazione diretta. La squadra di Inzaghi torna così dalla trasferta di Champions rinfrancata nella classifica ma anche nel morale, con un 3-1 che diventa un biglietto da visita importante in vista del derby di domenica.
Quella firmata da Brozovic, Skriniar e Sanchez, infatti, è stata la terza vittoria consecutiva dopo quelle in campionato contro Empoli e Udinese, segno che la squadra è in crescita e ha acquisito la mentalità giusta, l’aspetto mancante in alcuni momenti e che invece ora sembra entrato a far parte del dna del gruppo. Non solo, perché nelle ultime cinque partite sono andati a segno ben nove giocatori diversi, un dato che agli occhi di Inzaghi vale moltissimo, e che dimostra come il suo gioco riesca a mandare al tiro (e a rete) non soltanto gli attaccanti, ma anche centrocampisti e difensori, garantendo una pluralità di soluzioni offensive fondamentali per venire a capo di partite scorbutiche come quella di ieri sera. Perché lo Sheriff non ha fatto nulla per vincere, anzi, ha cercato di difendere fin da subito un pareggio che sarebbe stato prezioso, con una doppia linea a schermare l’area di rigore contro cui l’Inter si è dovuta confrontare per tutto il primo tempo.
I nerazzurri ci hanno provato e riprovato (di Dzeko e Lautaro le occasioni più nitide, con l’argentino che ha colpito il palo), fino al gol della liberazione di Brozovic (prima rete del croato in Champions, premiato per la terza volta in questa edizione come il migliore in campo) che ha dato alla gara tutt’altro aspetto.
I sette punti di ritardo dalla testa della classifica in campionato fanno meno paura, il Milan anche. La creatura di Inzaghi sta prendendo forma ed è pronta a tornare di prepotenza a dire la propria.
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