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Crisi Juve, in clausura fino a sabato. Perché Max va cacciato

Enzo Bucchioni
Crisi Juve, in clausura fino a sabato. Perché Max va cacciato

Allegri andrebbe esonerato. In genere nel calcio usa così quando una squadra è senza gioco, senza personalità, senza carattere e rende notevolmente al di sotto delle sue potenzialità.

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Se volete lo dico sottovoce per non disturbare il manovratore, ma tenetevi comunque forte: Allegri andrebbe esonerato. In genere nel calcio usa così quando una squadra è senza gioco, senza personalità, senza carattere e rende notevolmente al di sotto delle sue potenzialità. La Juventus è tutto questo. Tanto per andare al sodo, a novembre ha già perso lo scudetto e non mi sembra roba da poco. Ma c’è di più: la classifica non rende neppure bene l’idea di quello che sta succedendo. E’ più bella di quello che di brutto si è visto e (soprattutto) non si è visto sul campo dall’inizio del campionato, praticamente un disastro.

Lo so benissimo che la mia è una richiesta di esonero virtuale, dal sapore di provocazione. So pure che anche volendo l’allenatore non può essere toccato, ma proprio questo fa capire quanto sia debole, confusa e mal gestita la società bianconera in questo suo triste fine ciclo dopo nove anni straordinari. Oggi la Juventus è prigioniera di Allegri. Ha un contratto per quattro stagioni, guadagna nove milioni netti e se facciamo due conti, cacciarlo costerebbe alla Signora la cifra complessiva di 72 milioni di euro. Più di quello che servirebbe per comprare Vlahovic, tanto per capirci. Una follia calcistica, per certi versi simile all’idea che aveva portato all’esonero di Allegri per ingaggiare Sarri o al lancio di un esploratore della panchina come Andrea Pirlo. Esperimenti, tentativi, come se in società si fosse persa la formula giusta. Il tema vero infatti sarebbe: Andrea Agnelli è ancora il presidente giusto per la Juventus? A questa domanda dovrebbe rispondere l’azionista di riferimento John Elkann che fra pochi giorni dovrà staccare qualche assegno per finanziare un aumento di capitale da 400 milioni. Situazione molto complessa e non basterà il ritiro di una settimana a risolverla. La società ha perso la sua classe dirigente migliore, gli errori sono evidenti per le scelte fatte e il mercato sbagliato, ma in questo momento (torno all’esonero) sono comunque più evidenti le colpe della gestione tecnica. Anche se la Juventus non è stata costruita bene, alcuni giocatori sono stati sopravvalutati, altri non hanno una forte personalità, comunque stiamo parlando di una squadra che in estate era stata indicata da tutti come la favorita (con l’Inter) per lo scudetto e comunque ha un organico di prima fascia. Non è possibile perdere in casa con l’Empoli e il Sassuolo, ma soprattutto prendere lezioni di gioco perfino dallo Spezia o subire il Verona per tutta la gara. L’allenatore che ha la mia stima immutata e la sua storia parla, in questo ritorno ha sbagliato tutto. Succede. Forse il primo errore è stato accettare di tornare dove hai vinto undici titoli. Puoi fare solo peggio. E poi sembra sia rimasto a due anni fa, nel frattempo il calcio è cambiato e il suo già vecchio allora non funziona proprio più.

Allegri il gestore era un grande, questo gruppo senza campioni veri andrebbe invece allenato e Allegri (per ora) ha dimostrato grandi limiti. Non ci sono idee, non c’è personalità, si pensa sempre al “primo non prenderle” e anche giocatori come Locatelli e Chiesa, star dell’Europeo, senza gioco stanno andando in confusione. Se invece di pensare sempre al corto muso, alle vendette e alla restaurazione, adesso Allegri riesce a sposare un progetto nuovo di calcio, a proporre cose diverse sul campo, credo che questa squadra possa ripartire e ritrovare almeno dignità. La Champions è il primo test e sabato arriva allo Stadium la Fiorentina che un gioco moderno ce l’ha e non a caso ha tre punti in più della Juve. Intanto la strana supercoppia Napoli-Milan non perde un colpo e il distacco per i bianconeri è un abisso: sedici punti. Grande Ibra e grande prova di maturità dei rossoneri. Serviti gli Ibrascettici, lo svedese è fondamentale per mille ragioni. Partita intensissima, Milan più esperto, determinato e organizzato. Peccato l’arbitraggio, Maresca non è pronto per partite di questo livello. Il Napoli vince un derby non semplice con la Salernitana. Senza Insigne dimostra di essere capace anche di gestire partite sporche e muscolari. Non è poco.

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