Sicurezza
Insultati, derisi e minacciati. Gli arbitri chiedono una legge
Convegno a Coverciano. Trentalange denuncia: «Diciannove episodi di violenza in poco più di due mesi». Sollecitate pene più severe
FIRENZE. Una legge per tutelare gli arbitri, sempre più spesso vittime di violenza. E' quello che chiede l'Aia guidata da Alfredo Trentalange, che giovedì a Coverciano si è ritrovata per l'assemblea dei presidenti di sezione. Un appuntamento che ha visto riunirsi cento presidenti italiani (gli altri sono convocati la prossima settimana) ai quali è stata illustrata l'attività svolta da parte delle varie componenti, tecniche ed associative, dell'Aia.«In poco più di due mesi di attività la classe arbitrale è stata vittima di diciannove episodi di violenza», ha denunciato Trentalange.
La commissione Esperti Legali, con il responsabile Valerio Di Stasio e il componente Andrea D'Amario, hanno illustrato l'attività svolta, con particolare riferimento alle azioni messe in campo sul tema della violenza sugli arbitri. «Questa della violenza rimarrà sempre una nostra priorità – ha precisato Trentalange – Proporremo un inasprimento delle pene ed avanzeremo sempre ricorsi contro le sentenze che non ci appariranno adeguate, agendo a livello legale, amministrativo e magari anche legislativo. Bisogna poi lavorare a livello culturale, spiegando cosa ci sia dietro ai ragazzi che scendono in campo e cosa significhi essere un arbitro. Il progetto del doppio tesseramento può servire anche in questo, avvicinandoci e facendoci conoscere».
Sul tema della violenza è intervenuto con determinazione anche Duccio Baglioni. «Servono interventi importanti, per questo ci siamo già appellati contro due sentenze relative ad altrettanti casi di aggressioni ai nostri ragazzi - ha detto - Stiamo lavorando su una proposta di legge, da presentare alla Camera dei Deputati, per aggravare le sanzioni previste». «Per ogni necessità la commissione Esperti Legali è a disposizione di tutte le sezioni - ha aggiunto Di Stasio rivolgendosi agli arbitri - quindi non esitate a contattarci in caso di bisogno».
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