Sicurezza
Qualità, quantità e mentalità della strana coppia in vetta
L’Olimpico sembra il Colosseo, è una battaglia di nervi e di muscoli fra Roma e Napoli. L’intensità e l’adrenalina vanno al massimo, ma i gol scendono al minimo quando gli spazi non ci sono e il pressing toglie il respiro. Una volta l’avrebbero definita una partita maschia, oggi sarebbe politicamente scorretto, ma ci siamo capiti.
Finisce zero a zero, il Napoli si ferma a otto, interrompe il suo record di vittorie consecutive, ma tutto sommato va bene così. I saggi dicevano che un punto muove la classifica, potremmo aggiungere banalmente che pareggiare è sempre meglio che perdere e il rischio era alto anche per gli azzurri contro una Roma arrabbiata e ferita dopo la sconfitta con la Juve e i sei gol presi in coppa dai dilettanti del Bodo. Insomma, il Napoli ci prova, ma forse inconsciamente si accontenta, non attacca mai in massa per paura di scoprirsi troppo. Curioso che due grandi centroavanti come Osimhen e Abraham non trovino il gol, ma qualche occasione l’hanno avuta. Fraseggia di più la squadra di Spallettone, verticalizza Mourinho.
Entrambi gli allenatori sono stati espulsi e questo fotografa l’alta tensione dentro questa gara. Con il pari il Napoli fa un po’ come aveva fatto il Milan contro la Juventus: meglio accontentarsi. E non a caso adesso azzurri e rossoneri sono in testa alla classifica con lo stesso score: otto vittorie e un pareggio. Strana coppia Napoli e Milan, ma non è strano vedere assieme lassù queste due squadre uguali nel modulo, simili nel gioco: fino ad oggi hanno espresso il calcio migliore.
Qualità, quantità e mentalità, tutti accenti sulle a, ma anche grande carattere.Anche Inter e Juventus non sono andate oltre il pareggio. Un punto che premia molto di più la Juventus e la tiene in scia anche se ancora lontana dalla vetta e dalle ambizioni. Il tema è sempre questo: potranno rientrare nella corsa scudetto? Contro l’Inter hanno rischiato davvero e il pareggio è arrivato soltanto su rigore nel finale. L’Inter gioca un buon calcio, ma ha il difetto già mostrato in diverse situazioni, non chiude le partite quando dovrebbe, si perde e poi cala fisicamente. E’ successo più o meno anche con la Juve.
Dopo un ottimo primo tempo la reazione confusa della Juventus ha messo in difficoltà la squadra di Inzaghi e se il pari è arrivato soltanto dal dischetto, da diverso tempo l’Inter non aveva più in mano la gara e si era abbassata troppo davanti all’area. Il rigore scatenerà nuove polemiche come il gioco della Juve troppo povero e troppo italianista. Scene già viste, discorsi già sentiti.
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