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Un difensore centrale capace di fermare Riva e Boninsegna

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Debutto in A in Inter-Torino, 180 presenze con i granata, 40 con i nerazzurri, 18 con il Bologna e poi tre anni in serie C con il Fano e la Rondinella Firenze. Roberto Mozzini è stato il prototipo del difensore puro: «Avevo un modo tutto mio di marcare le punte. Mi mettevo a fianco dei vari bomber avversari: Riva, Chinaglia, Prati, Bettega e Boninsegna, tanto per citarne alcuni. Non stavo mai dietro o davanti. Sempre di lato, a destra o a sinistra, costringendoli ad andare sull’esterno e mai al centro. Non facendoli girare, ma allargare, avevano a disposizione un fazzoletto di campo più piccolo e meno spazio per rendersi pericolosi. Con Bonimba, il più pericoloso e mantovano come me, quante battaglie! Si innervosiva e mi diceva: “Va via da chi gialdun”. E io di rimando: “Bobo, io devo fare el me mesté”. Ma a fine partite c’era sempre una stretta di mano». Sulle palle alte Mozzini era fortissimo: «Sceglievo bene il tempo per lo stacco, anticipavo le punte arrivando prima di testa. Mi veniva naturale».

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