Le scorie del caso Vlahovic La Fiorentina non è serena
Brunella Ciullini
FIRENZE. Che fossero 10, 50 o 100 conta fino ad un certo punto, il fatto è che il caso-Vlahovic rischia davvero di portare il caos nella Fiorentina che pure sembrava aver iniziato la stagione con piglio, clima e gioco diversi: quei cori alla fine di una parte dei tanti tifosi viola andati al seguito della squadra lunedì a Venezia sono stati frutto sicuramente della delusione per la sconfitta (la quarta in 8 gare) e per la più brutta prestazione offerta finora, ma anche della situazione dell’attaccante serbo e dello sfogo di Rocco Commisso che a inizio ottobre ne ha annunciato il mancato rinnovo.
Un po’tutti i club hanno giocatori in scadenza, si pensi a Insigne, Belotti, addirittura a Mbappè, ma nessuna società ha scatenato un simile pandemonio.
Certe crociate del patron viola possono essere più che condivisibili (si pensi alle richieste sempre più esose da parte degli entourage dei calciatori) , sono stati e sono però sbagliati i tempi e i modi.
E se è vero che Italiano ha cercato di minimizzare la deludente prova dei suoi è altrettanto reale il sospetto che la vicenda-Vlahovic abbia già iniziato a minare il clima sereno, spensierato, entusiastico che si respirava fino a poco tempo fa dentro e attorno alla squadra.
Tocca alla proprietà e alla società affrontare e soprattutto risolvere il problema considerando che gran parte della stagione è ancora da disputare, non ci sono al momento ricambi funzionali in attacco (urge intervenire massicciamente a gennaio) mentre invece appaiono sempre più evidenti le lacune in area avversaria.
Lo stesso Italiano l’altra sera pur difendendo la sua squadra (e quindi le proprie scelte) ha evidenziato l’inconsistenza offensiva: la Fiorentina ha effettuato due soli tiri in porta nonostante un costante ma appunto sterile possesso palla e Vlahovic non solo non è stato mai servito a dovere dai compagni, ma neppure è stato mai davvero servito.
Un problema che Italiano vuole al più presto superare anche perché non si ripeta più l’abulia vista a Venezia.
Da inizio campionato i viola hanno messo a segno solo 5 reti su azione manovrata, mentre il resto è arrivato grazie a tre rigori e agli sviluppi dei calci piazzati, inoltre da più di un mese la squadra non segna più di un gol a partita a fronte di una difesa che tranne una sola volta (a Udine) subisce sempre.
«Non siamo riusciti a vincere che era il nostro obiettivo, ma siamo già carichi e stiamo lavorando per la prossima partita, uniti siamo più forti» – il messaggio via social di Torreira.
Domenica arriva il Cagliari, il popolo viola ribolle, servono correttivi e soluzioni in campo e a livello societario. Guai ingigantire ma anche minimizzare certi segnali.
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