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Un errore giocare con il “falso nueve” Bonimba: «Serve l’attaccante-boa»

Alessandro Guerrieri
Un errore giocare con il “falso nueve” Bonimba: «Serve l’attaccante-boa»

Roberto Boninsegna boccia l’esperimento del Mancio «Col Belgio mancava un riferimento». E lancia Pavoletti 

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Alessandro Guerrieri

LIVORNO. Negli anni ’70 Roberto “Bonimba” Boninsegna era il prototipo del centravanti d’area di rigore, bravo di testa e dal gran fiuto della rete, ben lo raccontano le 163 reti realizzate nella massima serie. Il tipo di attaccante che tanto manca alla nostra nazionale, come si è visto nelle due recenti sfide con Spagna e Belgio. Luca Toni ha speso parole dolci per il bomber del Pisa Lorenzo Lucca, “Bonimba” lo vede ancora acerbo per la massima ribalta.

La nazionale è alla ricerca di un bomber vecchio stampo, è così necessario?

«Assolutamente sì, una punta centrale con queste caratteristiche è imprescindibile. Qualsiasi modulo tattico si adotti, non si può fare a meno di un riferimento centrale, a maggior ragione se giochi con il 4-3-3. Con questo modulo non puoi giocare soltanto con tre attaccanti rapidi, una boa centrale deve assolutamente esserci».

L’esperimento del “falso nueve” è definitivamente accantonato?

«Francamente ritengo un errore aver giocato, di fatto, senza punte; vero che avevamo Immobile e Belotti infortunati, ma andava comunque schierato un attaccante forte fisicamente. Non inganni la vittoria, con il Belgio abbiamo fatto grande fatica, proprio per la mancanza di un riferimento centrale».

A proposito di Immobile, come mai in nazionale non rende come nella Lazio?

«Probabilmente influisce la scelta del modulo, Immobile è molto bravo negli spazi aperti ed a sfruttare la profondità, meno quando gioca in una squadra che palleggia molto. Inoltre influisce anche la minor intesa con i compagni di reparto in nazionale».

Quanto influisce il fatto che molti attaccanti del nostro campionato siano stranieri?

«Purtroppo il loro numero cresce in maniera esponenziale stagione dopo stagione, ed ovviamente calano i posti a disposizione per i calciatori italiani, tanto che alcuni dei nostri vanno a giocare all’estero. Al riguardo, rimanendo agli attaccanti, penso a Pellè che ha sviluppato quasi tutta la sua carriera lontano dall’Italia. Inoltre, i tanti stranieri costringono molti attaccanti validi a scendere di categoria».

Parlando di Serie B, si dice un gran bene di Lucca, del Pisa, da molti visto come possibile centravanti azzurro

«Un suo lancio in nazionale mi sembra prematuro; aldilà del valore di Lucca, si correrebbe il rischio di bruciarlo. E poi, non c’è soltanto lui per quel ruolo, ma molti altri. Non dico Quagliarella, che comunque sta ancora offrendo grandi prestazioni, ma sicuramente penso a Scamacca del Sassuolo che è già nel giro della Nazionale e Pavoletti, uno che ha grande esperienza ed ha segnato tante reti nella massima serie».

Se lei fosse Mancini, chi sceglierebbe come attaccante con queste caratteristiche ?

«Giocando con questo modulo, il 4-3-3, il ruolo di centravanti titolare tocca ad Immobile o Belotti, una volta recuperati dai rispettivi infortuni. Serve però un altro attaccante in grado di farsi trovare pronto in caso di emergenza, evitando di giocare, di fatto, senza un riferimento centrale; Raspadori, che pure è bravo, non può essere considerato tale, bensì un attaccante esterno. Dovessi scegliere io, punterei su Pavoletti o, in subordine, su Scamacca: il centravanti livornese del Cagliari è molto forte di testa, ed ha ormai molti campionati di Serie A, e tanti gol, alle spalle».

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