Sicurezza
All’Italia ritorna il sorriso: battuto il Belgio
A segno Barella e Berardi su rigore, De Ketelaere accorcia nel finale. Belgio battuto, terzo posto nel torneo e ranking Fifa consolidato
TORINO. Ne abbiamo vinte di più importanti. Chiedete pure agli inglesi, se avete la memoria corta. Ma di questi tempi anche una finalina terzo-quarto posto di Nations League può regalare un sorriso. Sapete perché? Provate un attimo a pensare all’aria da mezzo funerale se avessimo perso pure col Belgio (tra l’altro privo di Lukaku e Hazard) . Altro che cielo azzurro. Nuvole e tuoni. E non ne avevamo proprio bisogno, a un mese dalla partita contro la Svizzera che vale un Mondiale.
Invece l’Italia riparte, rialza la testa e batte 2-1 il Belgio che oggi resta comunque la squadra al numero 1 del ranking mondiale Fifa davanti a Brasile e Inghilterra (un giorno però ci dovranno spiegare cosa ha vinto il Belgio per stare lassù...) . A proposito, questo terzo posto ci serve pure in ottica Mondiale: una volta che l’Italia si sarà qualificata per Qatar 2022 (lo speriamo) ci sarà il problema del sorteggio. Otto gruppi e altrettante teste di serie, due di diritto (Francia campione se qualificata, Qatar ospitante) più le sei migliori del ranking Fifa che oggi sono: Belgio, Brasile, Inghilterra, Italia, Argentina e Portogallo. Ma la Spagna è in recupero dopo lo scontro diretto con gli azzurri e serviva una vittoria per tenerli a distanza.
Detto questo, è chiaro che Italia-Belgio non poteva essere una battaglia. Difese allegrotte, due gol per l’Italia, un gol e tre pali per il Belgio, altre occasioni sparse qua e là durante i 90 minuti. Abbiamo sfruttato bene gli episodi, soprattutto quel gran tiro al volo di Barella a inizio ripresa che ha spaccato in due la partita. Il raddoppio di Berardi su rigore poco dopo (netto fallo su Chiesa) poteva chiuderla, ma nel finale (era l’86’) De Katelaere l’ha riaperta senza che per fortuna siano poi arrivati ulteriori rischi per la porta di Donnarumma.
LE SCELTE
Si è giocato a 100 giorni esatti da quell’Italia-Belgio a Monaco di Baviera che ci consegnò il pass per la semifinale dell’Europeo. Partita e vittoria stavolta anche da valutare nel contesto di assenze e formazioni sperimentali. Il commissario tecnico Roberto Mancini ha cambiato cinque giocatori rispetto alla formazione che ha affrontato la Spagna: tridente con Raspadori al centro, più Chiesa e Berardi. A centrocampo Locatelli e Pellegrini, dietro Acerbi al posto di Bonucci. Nel Belgio, assenti come detto Lukaku e Hazard, De Bruyne è partito dalla panchina (poi dentro nella ripresa) lasciando una maglia da titolare al milanista Saelemaekers.
Chiaro che non tutti i meccanismi abbiano funzionato. L’Italia ci ha provato di più, anche se l’assenza di Jorginho e Verratti ha portato ad avere molto meno giro-palla e un pizzico in più di profondità grazie a Pellegrini.
CERCASI PUNTA
Indicazioni? Partiamo dal centravanti. È uno strano rapporto quello tra l’Italia e il centravanti. Per intenderci: siamo stati settimane (agli Europei e dopo) a dirci che là davanti manca un 9 vero, che questo Immobile in nazionale non rende, che anche Belotti non è il massimo per una nazionale che voglia essere ambiziosa. Poi vai in Nations League e il falso-9 non funziona, mentre Raspadori ha dimostrato anche stavolta di essere ancora troppo acerbo. E come finisce? Che rimpiangi Immobile, e ti trovi a sperare che possa rientrare presto. Insomma, siamo a cercare soluzioni che non esistono. Oggi, a prescindere da tutto, Immobile resta il miglior attaccante che abbiamo e in un orizzonte non troppo ampio non si vedono grosse alternative.
DONNARUMMA CAPITANO
Scelta forte quella di Mancini: fascia di capitano a Gigio Donnarumma Con i suoi 22 anni, 7 mesi e 15 giorni è il capitano più giovane di sempre della nostra nazionale dopo Gianni Rivera che giocò con la fascia contro la Polonia a 21 anni e 8 mesi.
Decisione giusta? Diciamo che ci sono almeno un paio di motivi che la rendono intelligente: 1) Donnarumma, sulla carta, ha davanti a se almeno altri 10-13 anni di nazionale per cui in ogni caso diventerà presto un simbolo e un punto di riferimento. 2) Dare una risposta fragorosa ai fischi di San Siro. Si potrebbe parlare ore di calcio etico e delle scelte di Donnarumma, ma questo calcio non regala più da tempo valori romantici per cui avrebbe poco senso.
AVANTI PELLEGRINI
Altra indicazione interessante che ci lascia il match di ieri, è l’importanza di un giocatore come Lorenzo Pellegrini. L’onda azzurra ieri è salita alta quando lui si accendeva, mentre calava proprio quando il romanista usciva un po’ dal gioco. Possibile che trovi una maglia da titolare in questa nazionale? Sì, può arrivare al punto di giocarsela con Verratti. Il regista del Psg è un pupillo del Mancio, ma attenti perché a questo Pellegrini non si può rinunciare facilmente. --
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