Attenzione
Nibali, c’è uno squalo in mezzo a tanti pescecani
Oggi il Lombardia, il “Mondiale” d’autunno: Vincenzo cerca il colpo e sfida i favoritissimi Roglic, Pogacar e Alaphilippe
MILANO. Ed eccola qua, la classicissima delle foglie morte, il mondiale d’autunno, la chiusura col botto di una grandissima stagione di ciclismo. Una corsa che può valere una carriera. La corsa scatterà a Como e si concluderà per le strade di Bergamo dopo 239 chilometri e, soprattutto, dopo che i corridori avranno affrontato ben sei salite, per un totale di 4. 400 metri di dislivello.
Il finale può veramente scavare la differenza perché si adatta agli uomini forti: la collina che porta a Bergamo Alta è uno spartiacque micidiale, la corsa può risolversi qui, prima del tradizionale arrivo pianeggiante nel centro della città orobica.
A parte il colombiano Egan Bernal, vincitore dell’ultimo Giro d’Italia e del Tour de France nel 2019, sfileranno tante stelle in questa edizione della classica lombarda.
L’uomo da battere è senza alcun dubbio Primoz Roglic che, dopo il trionfo alla recentissima Milano-Torino, ha ammesso di «non essere mai stato così in forma». Sulla carta, l’unico in grado di tenere testa al corridore sloveno della Jumbo-Visma sembra essere il bi-campione del mondo in carica, Julian Alaphilippe che è reduce dal capolavoro sulle strade del mondiale in Belgio. A Torino, l’altro giorno, il francese volante non è apparso brillantissimo ma, se è in giornata, non ha rivali specie se optasse per l’azione di forza.
E poi c’è il giovane belga Remco Evenepoel, reduce dal successo, con uno dei suoi attacchi da lontano, - nella Coppa Bernocchi. C’è un altro talentuosissimo atleta che non teme confronti: è Tadej Pogacar, vincitore degli ultimi due Tour de France. La condizione dello sloveno non viene data al 100%, ma dal cilindro può sempre tirare fuori una prestazione monumentale e ribaltare il pronostico. Per lui, del resto, non sarebbe la prima volta.
E l’Italia? Ci sono due corridori che stimolano la fantasia dei tifosi e fanno ben sperare: uno è il trentino Gianni Moscon, protagonista di uno strepitoso finale di stagione e pronto a riscattare la beffa subita nella Parigi-Roubaix; l’altro è Vincenzo Nibali, che il Lombardia lo ha già vinto un paio di volte e che ha ritrovato la vittoria quasi sotto casa, sulle strade della Sicilia, nell’omonimo Giro. Lo Squalo dello Stretto è sempre pronto a mordere quando sente l’odore della vittoria, sebbene sia ormai sull’orlo delle 37 primavere (le varcherà il mese prossimo) .
Nibali oggi avrà al proprio fianco l’olandese Bauke Mollema, assai esperto in questo tipo di gare, e potrà contare sul sostegno del sempre utile Gianluca Brambilla, pure lui della Trek. Insomma, se può, ci proverà a centrare il tris.
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