Gioco
Un azzurro sbiadito ma la Nazionale ha voglia di riscatto Bonucci chiede scusa
La semifinale persa per una serie di episodi sfavorevoli Ora la “finalina”, Mancini cambierà soprattutto in attacco
milano. La finale è sfumata, ora è il momento di onorare la Nations League e ripartire dopo il ko con la Spagna che ha posto fine alla striscia di 37 gare senza sconfitte.
L’Italia si è risvegliata dopo l’1-2 di San Siro battuta ma consapevole delle proprie certezze e, al tempo stesso, determinata a confermare sul campo lo status di campione d’Europa.
Ecco perché la “finalina” di Torino in programma domenica pomeriggio rappresenta un test importante per mettersi subito alle spalle lo scivolone con gli iberici, che si sono presi la loro rivincita dopo l’eliminazione in semifinale a Euro 2020 e andranno a caccia del trofeo.
La supersfida di Milano è stata approcciata meglio dai ragazzi di Luis Enrique, favoriti anche dall’espulsione di Leonardo Bonucci sul finire del primo tempo che ha complicato la rimonta degli azzurri, che si sono presentati negli spogliatoi sotto di due gol, trafitti da Ferran Torres e con un uomo in meno. Un vero e proprio Everest contro una selezione affamata e vogliosa.
Proprio il difensore della Juventus, che in virtù della squalifica ha lasciato il ritiro della nazionale per far ritorno al club di appartenenza, ha recitato il mea culpa chiedendo scusa per l’ingenuo rosso ricevuto.
«Sono più arrabbiato di voi, prima di tutto con me stesso. Mi dispiace e chiedo scusa. Ma questa Italia si rialzerà e sarà più forte che mai», assicura sui social l’ex capitano del Milan. A cominciare dalla finale per il terzo-quarto posto.
Anche nel ko con la Spagna infatti Mancini ha potuto trarre qualche indicazione positiva: Federico Chiesa, autore nel finale dell’assist per il 2-1 di Lorenzo Pellegrini, ha ribadito di essere uno dei trascinatori di questo gruppo, che ha dovuto affrontare questo appuntamento senza un vero e proprio centravanti di ruolo, a causa degli infortuni di Ciro Immobile e Andrea Belotti.
La scelta di puntare su Federico Bernardeschi come falso nove non è stata ripagata (del resto non è il suo ruolo), ma le alternative in panchina non sono state giudicate all’altezza dal ct.
Anche se Moise Kean e Giacomo Raspadori, pimpanti nell’ultima tornata di qualificazioni ma finora poco incisivi in campionato, nella “finalina” all’Allianz Stadium troveranno probabilmente maggior spazio per mettersi in mostra.
«Perdere succede, non possiamo lamentarci. Il futuro di questa squadra c’è, sanno giocare. Deve continuare così come sta facendo, mettere in testa gli schemi che vuole l’allenatore, questo è l’importante – ha sottolineato Sandro Mazzola, campione d’Europa nel 1968 –. Il problema attaccanti? Questo è stato il problema più difficile ma pian pianino ne veniamo fuori».
Prima c’è una Nations League da onorare e un Mondiale in Qatar nel 2022 da conquistare a novembre.
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