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Napoli, una cosa seria

Enzo Bucchioni
Luciano Spalletti
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Luciano Spalletti

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Il Napoli non molla di un millimetro e con questa fanno sette vittorie di fila. Non c’è dubbio che questo Napoli giochi un gran calcio, abbia cultura e una grande personalità che in questo autunno più o meno caldo lo consacrano best of the best. Non era facile rimontare e battere la Fiorentina che sta studiando da squadra vera, va in campo con idee e coraggio, ma anche grande determinazione. La partita l’ha fatta la squadra viola è andata in vantaggio, ma ha ancora dei limiti nella gestione dei momenti e delle palle inattive. Non è un caso se il gol della vittoria sia venuto da una schema su punizione provato e riprovato dagli azzurri che ha sorpreso la difesa viola. Crescerà questa Fiorentina. Il Napoli è già cresciuto e Spalletti è stato bravissimo a non cambiare quello che di buono aveva ereditato da Gattuso, ci ha messo del suo chiedendo un gioco più verticale, ha dato personalità e autostima a tutti che oggi consentono di non franare davanti alle prime difficoltà e di ribaltare il risultato. Era complicato questo turno, soprattutto dopo il maledetto giovedì di coppa che aveva rimesso in moto dubbi e sospetti. Tutti spazzati via. E se Insigne sbaglia un rigore e se la prende per la sostituzione, da buon contadino Spalletti guarda avanti, al tempo che verrà. E nel breve lui pensa a sfidare Sarri con le sue otto vittorie consecutive a Napoli. Un derby toscano, Spalletti di Certaldo che vuol superare Sarri di Figline, roba da Italia dei comuni, ma anche carburante per la corsa solitaria del Napoli.

Dietro come stanno le altre? Benino l’Inter quando alla qualità unisce quella rabbia e quella concentrazione che erano un marchio di fabbrica di Antonio Conte e a volte sembrano perdersi nelle trame del centrocampo inzaghiano. Sembra soffrire soprattutto la difesa, ma c’è un perché sul quale il nuovo allenatore interista dovrebbe riflettere. Tutti e tre i difensori nerazzurri non sono rapidissimi nel breve, se il centrocampo protegge poco, se vengono lasciati uno contro uno vanno in difficoltà. Serve più compattezza per evitare di prendere certi gol, ma anche certi contropiede. Lo scontro fra Handanovic e Defrel lanciato a rete è il tema del giorno. C’è o non c’è il contatto? Come al solito le immagini sono tante e le opinioni pure. Forse c’è un contatto con il ginocchio alzato, comunque l’uscita del portiere fa perdere l’equilibrio all’attaccante e gli impedisce di concludere l’azione. Andava espulso? Pairetto come Ponzio Pilato se n’è lavato le mani e ha fischiato la fine del tempo. Merita la tessera di democristiano per sempre, ma visto che una decisione del genere poteva orientare la partita, forse sarebbe stato meglio fare una bella review. Alla faccia del chiaro ed evidente errore se il varista avesse consigliato l’arbitro di andare a dare un’occhiata alla dinamica completa dell’azione e se Pairetto l’avesse fatto, ora sarei più soddisfatto. Anche se la decisione non fosse cambiata. Non credo sia peccato mortale andare a rivedere azioni difficili da interpretare e che, soprattutto, possono decidere la partita. Come successo, ad esempio, all’arbitro Cakir nel recupero di Milan-Atletico in Champions. Ma siccome nessuno è perfetto, neppure Pairetto.

Del resto la perfezione non esiste e lo sappiamo. Non credo neppure che alla Juventus la cerchino impegnati come sono nel recupero dei punti perduti. Juventini di tutto il mondo provate a rispondere con sincerità a una domanda: ma davvero vi piace questa squadra? Soffrire con lo Spezia, la Sampdoria e il Torino non mi scandalizza, l’allenatore sta cercando solidità difensiva e in Champions e nel derby l’ha ottenuta, ma è giusto giocare un calcio da poveri quando alleni una squadra ricca? Se il gioco non c’è, in compenso funzionano i giocatori, prima Chiesa poi Locatelli, e Allegri la sfanga, ma non può essere sempre così. Il recupero di Dybala, Morata e Arthur dopo la sosta potrà cambiare qualcosa? Dubito se già circolano dubbi sul fatto che Dybala e Chiesa possano giocare assieme. Devono. In attesa, comunque nove punti in tre partite fanno respirare. E staccare l’Empoli è pur sempre una bella soddisfazione, per raccogliere l’ironia di Allegri.

E poi questa settimana torna la Nazionale, gli juventini che amano il bel calcio hanno un diversivo. © RIPRODUZIONE RISERVATA



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