La manifestazione
Sinner, un feeling bulgaro Di nuovo in finale a Sofia
L’altoatesino batte con fatica l’ostico serbo Krajinovic Oggi ultimo atto contro Monfils: «Mi fa sempre soffrire»
Vezio Trifoni
Un anno dopo Jannik Sinner è di nuovo in finale nel “Sofia Open”, torneo ATP 250 dotato di un montepremi di 481. 270 euro in corso sul veloce indoor della Armeec Arena della capitale della Bulgaria. Il 20enne di Sesto Pusteria, n. 14 del ranking – che lo scorso anno conquistò nella capitale bulgara il suo primo trofeo ATP -, in semifinale ha superato 63 75, in un’ora e tre quarti di partita, il serbo Filip Krajinovic, n. 37 ATP e quinto favorito del seeding. Sarà la quarta finale stagionale, quinta in carriera e di fronte troverà il francese Gael Monfils, n. 20 ATP e secondo favorito del seeding, che nella semifinale della parte bassa del draw – la seconda consecutiva per lui dopo Metz – ha sconfitto per 75 60 lo statunitense Marcos Giron, n. 67 del ranking. Il giovane azzurro è partito in maniera autoritaria al servizio Sinner (due ace nel primo gioco e un altro nel terzo) , che nel quarto gioco si è procurato la prima chance di break, subito convertita per il 3-1, con successivo allungo sul 4-1. Krajinovic si è fatto più aggressivo, ma Jannik non ne ha risentito e chiude 63. Nel secondo set il 20enne di Sesto Pusteria non ha concretizzato tre palle-break nel terzo gioco, poi è stato lui nel sesto game a perdere la battuta, ritrovandosi sotto 4-2. Ma dal 5-2 per il serbo Sinner ha reagito e nell’ottavo game, con una serie di efficaci risposte e colpi solidi da fondo, ha centrato il contro-break a zero (4-5) .
Jannik ha riagganciato Krajinovic, che sul 5-5 ha salvato una pericolosa palla-break, per poi accasciarsi improvvisamente durante uno scambio per un problema al piede destro e la gara è terminata lì con il 7-5 finale per l’azzurro. «Sono davvero contento di essere ancora in finale in questo torneo – le prime parole a caldo di Jannik nell’intervista in campo dopo il match – anche perché è stato una partita assai dura, in cui ho rischiato di dover andare al terzo set.
Mi spiace per il problema al piede a Krajinovic, mi auguro non sia nulla di grave. La chiave? È stata quella di rimanere sempre positivo come atteggiamento anche quando sono andato sotto di un break. La finale? Contro Monfils sarà dura, già agli Us Open mi ha fatto terribilmente soffrire...».
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