Il dolore
Lo Squalo Nibali è tornato davvero E ora sogna il Lombardia...
MESSINA. «Vincere qui, sulle strade dove pedalavo da bambino, è speciale. Sento un’emozione indescrivibile. Conoscevo queste strade, soprattutto la discesa finale». Vincenzo Nibali, 36 anni, ha vinto nella sua carriera le corse più importanti al mondo, ma pochissime hanno il gusto di questo Giro di Sicilia, arrivato dopo un digiuno infinito.
«Vedere amici e tifosi è stato bellissimo, non riesco a trovare le parole per descrivere quello che sento. Era da un po’ che non riuscivo a centrare un successo. Ho provato ad avvantaggiarmi sull’ultima salita, sentivo alla radio che il vantaggio restava costante, conoscevo bene la discesa finale e ho cercato di spingere a tutta fino al traguardo. Questo successo mi da morale e fiducia per Il Lombardia di settimana prossima».
La classica di autunno potrebbe essere il canto del cigno di Nibali con la maglia della Trek Segafredo: nella prossima stagione tornerà all’Astana, formazione kazaka con la quale ha vinto tutto e che ha sempre considerato la sua seconda famiglia.
ROGLIC A SEGNO
Intanto lo sloveno Primoz Roglic ha vinto ieri il Giro dell’Emilia, da Zola Predosa a San Luca di 195 chilometri.
Il portacolori della Jumbo Visma, già vincitore nella classica bolognese del 2019, ha avuto la meglio sul portoghese João Almeida della Deceuninck Quick Step e sul canadese Michael Woods della Israel Start Up Nation. Sulla salita finale spettacolare duello a cinque, con il giovane belga Remco Evenepoel che ha lavorato per Almeida per poi rientrato sui migliori agli 800 metri dopo lo scatto di Adam Yates. Evenepoel ha tentato di sorprendere tutti ma Roglic ha reagito e vinto a braccia alzate. Migliore degli italiani il livornese Diego Ulissi, ottavo.
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