Il dolore
Padre, figlio e spirito Milan Ora Daniel è un vero Maldini
Primo gol in serie A del ventenne attaccante sotto lo sguardo commosso di papà Paolo Ma quanto soffre il Diavolo contro un coraggioso Spezia: ci vuole il solito acuto di Brahim Diaz
LA SPEZIA. Il gol più bello di Daniel Maldini sono gli occhi e il sorriso di papà Paolo, che quasi non crede ai suoi occhi. A 20 anni, l’ultimo della Dinasty si iscrive ufficialmente al calcio che conta: il debutto come papà Paolo e come nonno Cesare era già arrivato, ieri poco dopo l 16 è scoccato anche il momento del primo gol in serie A: un colpo di testa sontuoso, potente, con movenze che non possono non ricordare il papà. Che è stato un monumento del calcio mondiale e il cui peso si fa sentire sulle spalle del ragazzo, anche quello di nonno Cesare, ma intanto il gol di Daniel passa alla piccola storia del calcio.
Lo Spezia si conferma ostacolo ostico e velenoso per il Milan ma il Diavolo stavolta esce dal Picco con tre punti pesanti che lo mantengono in alto.
C’era da dimenticare il ko della scorsa stagione che diede il via alla rimonta scudetto dell’Inter, ma la missione rossonera è stata portata a termine solo a tre minuti dal termine con una rete di Brahim Diaz, entrato nel finale per dare una svolta ad un Milan apparso nel primo tempo troppo spento e incolore. Dopo essere passato in vantaggio al 48’ con la rete storica di Daniel Maldini, la squadra di Pioli si è fatta recuperare da Verde (grazie ad un rimpallo decisivo di Tonali) riuscendo però a risalire con il ventiduenne spagnolo: un guizzo che consente al Diavolo di restare nella scia dei migliori. Ancora una volta a fare la differenza sono state i cambi decisi da Pioli, a dimostrazione di quanto sia preziosa la panchina lunga.
Nel primo tempo il Milan fatica a trovare le misure allo Spezia, capace di creare tanto ma non di concretizzare. Al tentativo di Nzola bloccato da Maignan in avvio segue nel finale l’occasione di Gyasi poco prima dell’intervallo che non viene sfruttata nel migliore dei modi dai liguri. Per il Milan l’unica vera azione pericolosa è confezionata da Rebic, con un colpo di testa in piena solitudine nell’area piccola, non trovando però la porta. Per il resto poca pressione, scarsa incisività e una difficoltà nella costruzione del gioco che Pioli evidenzia bene, sbracciandosi più volte per spingere i suoi a stringere i reparti. Da segnalare per il Diavolo solo una conclusione strozzata di Saelemaekers con un tiro al volo sul sviluppi di un corner con palla sul fondo. La squadra di Thiago Motta invece appare più quadrata e ben equilibrata, il Milan si affida alle qualità del suo portiere Maignan, che continua a dare certezze e sicurezza.
Nella ripresa il Milan prova a cambiare ritmo, inserisce Leao per Rebic e Pellegri per Giroud, apparso non ancora al meglio della condizione, e viene subito premiato dal tuffo di Daniel Maldini che di testa batte Zoet. Primo gol in Serie A per il figlio di Paolo, che sfrutta un pallone morbido di Kalulu e fa centro mettendo la palla sotto la traversa. Un gol “giovanissimo” generato su assist di un 2000 (Kalulu) per la rete di un 2001. In tribuna esulta papà Paolo. La dinastia dei Maldini, alla terza generazione, dunque continua e lascia il segno. L’ultimo gol di un Maldini risaliva a maggio del 2008 quando Paolo andò a segno contro l’Atalanta. Il Diavolo si sblocca, aggredisce e affonda ancora sfiorando il raddoppio a più riprese, la più clamorosa con Leao che con un destro a giro colpisce il palo interno. Il coraggio degli spezzini viene premiato all’80’ con un tiro di verde deviato dallo stinco da Tonali. Pioli inserisce Diaz per Kessie per provare a riprendersi il match e la vittoria. E lo spagnolo lo ripaga subito: Saelemaekers entra in area da sinistra e sfonda, riuscendo a toccare al centro per Diaz, la difesa spezzina viene presa controtempo e arriva il 2-1 finale che scaccia via gli incubi.
Ed eccolo qui Stefano Pioli: «È stata una partita complicata, è una grande vittoria, bisogna vincere anche partite dove non si rende al 100%. Abbiamo una forza mentale importante. I ragazzi credono nelle nostre qualità e nel modo di giocare. La squadra continua a giocare con sacrificio. Le aspettative sono aumentate ma vedo atteggiamenti che mi danno fiducia sotto il profilo mentale. Quando vinci partite così significa che questo è lo spirito da portare avanti».
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