Sicurezza
Dall’Afghanistan a Coverciano «Qui siete a casa»
Tre calciatrici fuggite da Kabul ospitate dalla nazionale di Milena Bertolini. Gravina: «Vogliamo aiutarvi, il calcio può abbattere ogni confine»
FIRENZE. Il viaggio fino a Kabul, la fuga in incognito dall’Afghanistan per raggiungere l’Italia, la quarantena nella tendopoli della Croce Rossa ad Avezzano, in Abruzzo, e il 4 settembre l’arrivo a Firenze. Tra i 116 profughi che si trovano nel capoluogo toscano ci sono anche tre calciatrici e l’allenatore del Bastan Fc, la squadra femminile di Herat che negli ultimi anni ha rappresentato il simbolo dell’emancipazione di tante donne afghane. Ieri mattina le ragazze, insieme al loro tecnico, sono state ospiti del Centro Tecnico Federale di Coverciano dove la Nazionale Femminile è in ritiro per preparare le prime due gare di qualificazione al Mondiale del 2023. «È stato il primo step di un percorso, vogliamo aiutare le calciatrici dell’Herat ad integrarsi nel nostro Paese – ha sottolineato il presidente federale Gabriele Gravina – grazie alle azzurre è nato un bel rapporto di amicizia che muove dalla passione comune per il calcio in grado di superare ogni confine». Emozionante l’abbraccio con la Ct Milena Bertolini e il capitano Sara Gama, che hanno consegnato alle calciatrici di Herat un kit Puma e tre maglie azzurre. Al termine dell’allenamento tutta la squadra si è radunata attorno alle afghane – che poi hanno fatto visita anche al Museo del Calcio – anche per qualche foto e per ascoltare la loro testimonianza.
«Siamo molto felici di averle accolte – queste le parole della Bertolini – per tutto il gruppo è stato un momento davvero speciale. Non potremo mai capire fino in fondo quello che hanno provato, ma vogliamo dimostrare vicinanza e affetto. Hanno vissuto qualcosa di tremendo, dovremo far capire che non sono sole».
«È un piacere incontrarvi e conoscervi – ha dichiarato una delle calciatrici afghane – tutte noi seguiamo la vostra squadra, specialmente il capitano Sara Gama, e per questo essere qui oggi è una grande emozione. Da quando siamo arrivati qui le ragazze hanno dimenticato e messo tutto dietro le spalle – ha aggiunto l’allenatore afghano – ringraziamo per questa giornata tutte le persone che l’hanno resa possibile».
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