Sicurezza
Spalletti-Allegri: storia di un'amicizia “alla toscana”
Il tecnico bianconero rimprovera Spalletti per l'atteggiamento verso l'arbitro, il collega di Certaldo replica: «Maremma impestata, per una volta che lo batto...»
Maledetti toscani, e quest’anno ne abbiamo veramente tanti sulle panchine della serie A. La maggior parte di loro si conoscono perché sono tutti partiti dalla gavetta, nelle serie inferiori. Magari si sono incrociati anche da calciatori. Ma tra Allegri (livornese) e Spalletti (Certaldo), c’è sempre stato questo rapporto di odio amore. Mai litigi seri, intendiamoci, ma battute a distanza, punzecchiature, queste sì.
Sabato sera al San Paolo invece si è andati più in là, anche se sempre nei confini della civiltà. Allegri ha rimproverato Spalletti “di fare casino con l’arbitro” (tradotto: proteste, agitazione per condizionare il direttore di gara, etc...). Ma dopo uno scambio di battute in campo, Allegri ha ripetuto le critiche negli spogliatoi dove Spalletti era andato per salutarlo perché Max al triplice fischio si era infilato negli spogliatoi. Prima che la questione prendesse pieghe più acute, A questo punto è il presidente bianconero Agnelli a porre fine al diverbio portando via il proprio allenatore. E comunque qualche giornalista napoletano che si è divertito a gonfiare il caso, fino a scrivere “Allegri stava per colpirlo” è un resoconto che è stato smentito da tutti.
«Questa roba non si può sopportare, ditemi quando avrei fatto casino con l’arbitro perché veramente non si può sopportare». Questa la reazione di Luciano Spalletti in sala stampa dopo il diverbio con Massimiliano Allegri negli spogliatoi. «Non mi aspettavo la sua reazione, io volevo solo salutarlo – ha spiegato il tecnico del Napoli –. Sono andato verso di lui in panchina, ma alla fine è andato via senza salutarmi e volevo farlo ora, non mi aspettavo la sua reazione. Frizioni tra noi in campo? Vi è sembrato male, non c’è stata alcuna frizione. Io non gli ho detto niente, mai. Ho sempre perso contro di lui, maremma appestata, e una volta che vinco mi viene a fare la morale?» .
L’allenatore del Napoli, respingendo le accuse, ricorda al collega di aver sempre perso gli scontri diretti ma questa statistica non è bastata a placare Allegri, che ha insistito nel rimproverare a Spalletti il comportamento tenuto.
Due caratteri diversi, anche se entrambi “fumini”, ma molto di più (tradizione livornese) Max. Anche se mai sopra le righe come accaduto ad altri allenatori. Spalletti da calciatore, chi lo ha visto in campo, racconta che era grosso e “cattivo”, nel senso che agonisticamente faceva paura. Di Allegri si ricorda la classe di centrocampista ma anche le sfuriate con i giocatori della Juve di fronte a errori per lui inconcepibili.
Tra l’altro i due allenatori hanno almeno un precedente. Si ricordi il dicembre 2016 alla vigilia del confronto tra Juventus e Roma, con i due toscanacci sulle panchine. Sfida scudetto, e Max da Torino col sorriso in faccia disse: «Spalletti ha fatto un grande lavoro già a cominciare dalla passata stagione, ma quest’anno sta facendo anche meglio. Come detto ha dato alla Roma una solidità difensiva che i giallorossi in passato non avevano. Con Luciano siamo amici, lui è molto simpatico, ma a volte è bravo anche a fare l’attore», probabilmente riferendosi alla pretattica di Spalletti. «La scuola toscana ha sempre prodotto grandi allenatori come Lippi, Fascetti, Sonetti, Agroppi e Ulivieri, . Come mai? non lo so, sarà il dna o la geologia...». Spalletti replicò anche un po’ piccato: ««Dice così perché non mi ha mai ascoltato cantare, quando ci vediamo glielo faccio sentire». Amici, rivali. Forse tra qualche anno canteranno insieme...
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
