Sicurezza
Caso tamponi Lotito incasserà uno sconto di pena
Il Collegio di garanzia: «Irregolarità ma la condanna è troppo dura»
il caso
Ricorso parzialmente accolto, quantomeno per quanto riguarda l’entità delle sanzioni che andranno rivalutate e rideterminate dalla Corte d’appello federale della Federcalcio.
Per il presidente della Lazio Claudio Lotito la decisione del Collegio di garanzia dello sport a sezioni unite sul caso tamponi non può essere negativa, anche se l’organo presieduto da Franco Frattini ha di fatto confermato la responsabilità della società biancoceleste nella gestione dei casi Covid rilevati nell’autunno dello scorso anno. Impianto accusatorio confermato e protocolli violati dalla Lazio, dunque, ma il Collegio ha deciso di rinviare all’organo d’appello della Figc, che dovrà riunirsi in diversa composizione, la valutazione della misura delle sanzioni: troppi 12 mesi a testa per Lotito e per i medici Fabio Rodia e Ivo Pulcini, con conseguenti 200mila euro di ammenda per la Lazio.
Bisogna aspettare per leggere nel dettaglio le motivazioni della decisione del Collegio di garanzia, ma la linea è chiara: le sanzioni vanno ridimensionate e dunque Lotito può sperare di non perdere gli incarichi federali, preclusi a chiunque accumuli più di 12 mesi di squalifica negli ultimi dieci anni. Ecco perché la decisione del Collegio, ultimo organo della giustizia sportiva, non può essere negativa per il presidente della Lazio, difeso ieri in giudizio dall’avvocato Romano Vaccarella: «Contestiamo il fondamento logico-giuridico espressamente formulato dalla sentenza della Corte d’appello federale – ha osservato il legale davanti al Collegio –. A fronte di un tampone positivo contro tre tamponi negativi e l’esame sierologico, doveva essere Lotito a dire a Immobile di chiudersi in casa? Ma dove è la responsabilità?». Tesi sostanzialmente respinte dai giudici, per i quali però le sanzioni non sono state individuate in modo corretto. «Tutte le condotte di Lotito ci sono e sono rimaste senza risposta – aveva osservato l’avvocato Viglione, legale della Figc, nel corso di un dibattimento durato circa un’ora e mezzo –. Come possiamo dire che il presidente Lotito non abbia “influito” nelle attività? C’è stata influenza: il calcio e la Figc, che non è strabica, sono ripartiti grazie ai protocolli, mentre qui è evidente che le regole non sono state rispettate».
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