Gioco
Autorità sanitarie in campo Sospesa Brasile-Argentina
La partita valevole per le qualificazioni mondiali era cominciata da pochi minuti Quattro dell’Albiceleste accusati di non aver rispettato le norme anti-covid
SAN PAOLO. Volano gli stracci e la palla passa alla Fifa. Gianni Infantino ha definito “folle” quello che è successo l’altra notte a San Paolo quando la sfida fra Brasile e Argentina è stata sospesa dopo appena sei minuti per l’ingresso in campo delle autorità sanitarie locali, decise a portare via quattro giocatori della nazionale di Scaloni, accusati di aver violato il protocollo anti-Covid. In campo momenti di tensione tra agenti e giocatori argentini. «La Confederazione calcistica brasiliana (Cbf) è profondamente dispiaciuta per gli eventi che hanno portato alla sospensione della partita tra Brasile e Argentina, valida per le qualificazioni ai Mondiali Fifa del Qatar 2022 – la posizione dei verdeoro –. La Cbf rispetta l’attuazione dei protocolli sanitari più rigorosi nella loro interezza – si legge nella nota –. Tuttavia, rimane assolutamente sorpresa dall’azione svolta dell’Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria, a gara già iniziata, poiché Anvisa avrebbe potuto esercitare la sua attività in maniera molto più adeguata nei vari momenti e giorni prima della partita».
La situazione è delicata e la risposta della Commissione disciplinare della Fifa dovrebbe arrivare entro 72 dalla sospensione del match: da una parte l’Argentina che spera nel 3-0 a tavolino, dall’altra il Brasile che vuole evitare qualsiasi tipo di ripercussione. «I primi resoconti ufficiali della partita sono stati inviati alla Fifa – fanno sapere da Zurigo –. Queste informazioni saranno analizzate dagli organi disciplinari competenti e una decisione sarà presa a tempo debito». La Cbf, dal canto suo, sottolinea anche che nessuno dei suoi dirigenti «è intervenuto in alcun punto relativo al protocollo sanitario stabilito dalle autorità brasiliane per l’ingresso delle persone nel paese. Il ruolo della Cbf è sempre stato quello di promuovere la comprensione tra le entità coinvolte in modo che i protocolli sanitari potessero essere rispettati e il match potesse essere giocato. La Cbs ribadisce la sua delusione per gli eventi e attende la decisione di Conmebol e Fifa». Al momento la contestazione è legata a quattro giocatori che – secondo l’Anvisa – avrebbero dovuto esser sottoposti a quarantena. Nello specifico, secondo quando riferito a Espn dal dirigente sanitario Antonio Barra Torres, sono Emiliano Martinez, Emiliano Buendia, Cristian Romero e Giovani Lo Celso, tutti della Premier League: i primi due dell’Aston Villa, gli altri due del Tottenham. I quattro argentini, che secondo Globonews sarebbero indagati dalla polizia brasiliana per falso ideologico, «al momento della dichiarazione sanitaria, non hanno detto che negli ultimi 14 giorni erano stati nel Regno Unito» ha spiegato Torres.
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