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Paralimpiadi, storica tripletta nei 100 metri donne. Oro alla toscana Sabatini: dall'incidente al trionfo

Ambra Sabatini insieme a Marta Caironi e Monica Contraffatto (foto Fidal)
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Ambra Sabatini insieme a Marta Caironi e Monica Contraffatto (foto Fidal)

Originaria di Livorno e residente in provincia di Grosseto, ha realizzato anche il record del mondo: le lacrime subito dopo avere tagliato il traguardo

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Storica tripletta azzurra nella finale dei 100 metri femminili alle Paralimpiadi di Tokyo. Sul gradino più alto del podio la nostra Ambra Sabatini, 19enne originaria di Livorno e residente a Porto Ercole (Grosseto), che con 14"11 ha realizzato il record del mondo. La ragazza nel 2019 è rimasta coinvolta in un grave incidente, in cui ha perso una gamba.

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Argento a Martina Caironi, 31enne originaria di Alzano Lombardo (Bergamo) e residente a Bologna (14"46) e bronzo a Monica Graziana Contrafatto, 40enne originaria di Gela (Caltanissetta) e residente a Roma (14"73). L'Italia raggiunge così le 69 medaglie a questi Giochi.

"Vincere è stato bellissimo, ma l'emozione più bella è il podio a tre". Così Ambra Sabatini dopo la grande vittoria. "Vedere l'Italia su quei gradini è fantastico, lo desideravamo tanto tutte quante in questi giorni. Come ci chiamiamo? Le fantastiche tre", chiude felice la velocista azzurra.

L'INCIDENTE DEL 2019

Ambra Sabatini è un esempio di come non si debba mai mollare: vittima di un grave incidente nel 2019, la ragazza non si è mai persa d’animo, lottando per tornare il più in fretta possibile sulla pista di atletica. Anche senza la sua gamba, ha deciso che non avrebbe mai mollato, che la sua passione che aveva sin da piccola avrebbe potuto darle ancora tanto. E così è stato, con questo oro straordinario.

"Quel giorno stavo andando ad allenarmi con mio padre - ha raccontato Ambra al Tirreno nel dicembre 2019 - quando all’altezza del bivio per la Feniglia una macchina ci è venuta addosso. Nello scontro mi sono ferita gravemente alla gamba. Non ho mai perso conoscenza. Nella sfortuna sono stata fortunata perché dietro di noi c’erano dei vigili del fuoco. Uno di loro è sceso e con la cintura dei suoi pantaloni mi ha bloccato la gamba salvandomi la vita. Sono stata portata con Pegaso al Cto dove mi hanno operata. Al mio risveglio mi hanno detto che avevano dovuto amputare la gamba. Un po’ me lo aspettavo. All’inizio ho pianto ma poi ho cercato di sdrammatizzare scherzando sul fatto che sarei stata più leggera, che avrei avuto dei calzini in più".

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STORICA TRIPLETTA

La tripletta delle tre ragazze, ci riporta ad un altro grande trionfo simile: il podio di Mei, Cova e Antibo agli Europei del 1986. Qui sotto l'indimenticabile telecronaca di Paolo Rosi.

 

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