Attenzione
Torreira, cervello che ci voleva «Finalmente qui, era ora...»
Brunella Ciullini
Finalmente Torreira, vien da dire. E difatti Joe Barone, direttore generale della Fiorentina, lo dice chiaramente: «Il nome di Lucas è sempre stato presente da quando questa proprietà è arrivata, nel 2019. È un giocatore che abbiamo cercato a lungo. Quindi siamo tutti felici di averlo con noi». La presentazione ieri in un noto albergo del centro storico, il centrocampista uruguaiano arrivato in prestito dall’Arsenal è parso a sua volta soddisfatto di ritrovare il calcio italiano dove ha già vestito le maglie di Pescara e Sampdoria: «Avevo altre offerte ma al mio procuratore ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto tornare in Italia e la chiamata del direttore Pradè è quella che mi ha convinto di più. Lui mi ha aiutato tantissimo: il fatto che la Fiorentina mi cercasse da due anni rappresenta un grande stimolo, è una tappa importante per la mia carriera. Nell’ultimo mese ho parlato più con Pradè che con mio padre», ride Torreira che dei viola sarà il regista: «È un ruolo che ho ricoperto per due anni alla Samp con Giampaolo. Posso giostrare sia in un centrocampo a due che a tre”». Anche la scorsa stagione la Fiorentina lo aveva corteggiato ma lui alla fine scelse di andare in prestito in uno dei club più blasonati del calcio europeo, l’Atletico Madrid, con cui ha vinto la Liga ma giocando poco o nulla: «Purtroppo lo scorso anno ho fatto quella scelta. Non ho avuto lo spazio che speravo anche se da Simeone ho imparato molto. Ora voglio sfruttare questa esperienza al massimo». Del nuovo allenatore Vincenzo Italiano sottolinea i risultati ottenuti con lo Spezia, sugli obiettivi della Fiorentina non si sbilancia: «Questa è una buona squadra ma è presto per dire dove potrà arrivare. Ciò che più conta è conoscere le idee del tecnico e affinare l’intesa coi compagni, speriamo di far divertire i tifosi». Con il Torino è rimasto in panchina: sarà titolare con l’Atalanta? «Sono qui da pochi giorni, mi auguro di essere pronto per Bergamo, sarei contento di giocare contro una grande squadra. Io mi sto impegnando poi deciderà l’allenatore. I miei modelli? Verratti, Pizarro e De Rossi, cerco di imparare da tutti loro». Per questa avventura ha scelto il numero 18: «Tifo per la squadra del mio paese, il’18 de Julio’. di cui mio padre è presidente».
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