Italia
Allegri soltanto gli altri, la Juve si è indebolita: l'analisi del mercato delle big di Serie A
Milanesi e la Lazio in pole, ok la Fiorentina
Come se non bastassero le prime due tragicomiche giornate e la chiusura di un mercato da poveri, è stato il simpatico Ronaldo a mettere giù il carico sulla Signora: «Lasciare la Juve è la miglior decisione che io abbia mai preso». Vai col liscio… Non saprei, a naso è un filo esagerato, roba da “sedotti e abbandonati”, ma si inserisce comunque nelle perplessità che accompagnano la fine della campagna acquisti. Se quindici giorni fa la squadra di Allegri era in testa nella griglia dei pronostici a fianco, se non sopra l’Inter, a mercato finito è scivolata al terzo, forse quarto posto e oggi sono in molti a dire: “Non è da scudetto”.
Colpa dell’addio del portoghese, ma soprattutto di quello che non è stato fatto per rimpiazzarlo e costruire una squadra migliore. La domanda adesso è una sola: chi segnerà i ventinove gol di Ronaldo? Già, chi?
Spero per loro che se lo siano chiesto anche i dirigenti della Juve e soprattutto abbiano delle risposte perché un comune mortale calciofilo fatica a trovarle. Riprendere Kean e pagarlo dieci milioni in più rispetto a quanto incassato due anni fa non mi sembra geniale, ma neppure risolutivo. Per non parlare poi del regista che non c’è, di una difesa sponsorizzata dal Gerovital (Chiellini 37 anni, Bonucci 34), senza ricambi se non il solo DeLigt. Di sicuro Locatelli è pronto, ma da solo può risolvere i problemi che Sarri e Pirlo non hanno risolto con gli enigmi Rabiot, Arthur, Ramsey o McKennie?
La palla passa a Allegri che molti raccontano furibondo: questa Juve è lontana dalle promesse. Non fatico a crederlo e la domanda che mi feci qualche mese fa “chi glielo ha fatto fare? ”, torna d’attualità.
Comunque, se vogliamo passare alle pagelle, il mercato della Juve è bocciato. E anche se la parola d’ordine è una canzone dei Righeira “no tengo dinero”, le idee non possono essere un optional. Chi scavalca la Juve? Il Milan che affianca l’Inter nella nuova pole position. Bene Messias, errore di un sogno, se giocherà libero di testa come a Crotone. Ma bene soprattutto il mercato complessivo che ha portato esperienza (Giroud e Florenzi) , novità (Maignan) e riscatti importanti (Tomori e Tonali) con la maturazione di Diaz e Krunic e Leao in rampa di lancio. Aspettando Ibra. Sette a Maldini e Massara che ora devono solo far firmare Kessie.
Promossissimi Marotta e Ausilio che le idee le hanno e con i due clamorosi addii che sappiamo (Lakaku e Hakimi) hanno fatto una plusvalenza monstre e messo in piedi una squadra forse più forte con Dzeko, Correa, Calhanoglu e Dumfries. A Roma Abraham sembra pronto, Shomurodov intriga e Mourinho carica.
Con i trenta milioni di Correa anche Lotito, detto Lo Tirchio, ha sorpreso tutti e li ha spesi. Forse manca un difensore, ma Sarri è contento. E l’Atalanta non sbaglia mai. Vende bene Romero e prende Musso, Lovato, Demiral e Zappacosta più un signor Koopmeiners, nazionale olandese che piace a tutti e dal quale Gasp si aspetta molto. Atalanta da scudetto? Mi piace esagerare, o ci prova quest’anno o dopo sarà impossibile. I cicli e la chimica buona non durano in eterno e la Juve ne sa qualcosa. Fine? Oltre le sette sorelle c’è di più. La Fiorentina ha preso l’allenatore più talentuoso (Italiano) e il giocatore forse più forte arrivato quest’estate (Nico Gonzalez) e non solo lui. Soprattutto ha tenuto Vlahovic. Potrebbe essere la rivelazione della stagione: voto 6,5 tendente al 7. Toccate ferro e di più se volete, ma il mercato ci ha detto anche che per Venezia, Spezia e Salernitana sarà durissima: si aspettano smentite.
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