Sicurezza
Lorenzi a 39 anni passa e chiude «È stato un viaggio fantastico»
Il tennista senese ha scelto New York per ritirarsi: ora farà il coach
A 39 anni Paolo Lorenzi appende la racchetta al chiodo e lo fa a New York dopo aver perso il match di secondo turno delle qualificazioni degli Us Open con il francese Maxime Janvier. Nei mesi scorsi l'aveva già annunciato che aveva intenzione di lasciare il tour ma per il senese, noto tra i colleghi e al pubblico per la sua instancabile etica del lavoro e il suo comportamento amichevole, sempre disponibile verso tutti, non aveva dato un countdown e invece la scelta è caduta proprio nel torneo che forse è stato per Lorenzi quello più significativo nella sua carriera. «Niente più tennis professionistico. Questo è quello che pensavo: finire a New York. Ho sempre amato New York, quindi penso che sia un buon posto dove fermarsi – ha spiegato – è stato tutto più difficile e ho avuto qualche infortunio all'inizio dell'anno, quindi sapevo che il mio corpo non era più come prima. Devi sapere quando è il momento di ritirarsi. Mi sono sempre impegnato a finire ogni partita provando ogni possibilità e a dare il massimo in ogni momento del match. E vorrei poter essere ricordato per questo», ha aggiunto Paolo, che poi ha trascorso un paio d’ore a chiacchierare con alcuni amici a pochi passi dal campo.
Gli UsOpen sono stati un torneo speciale per Lorenzi, che ora risiede in Florida. Ha perso infatti le sue prime 13 partite nel tabellone principale prima di riuscire a vincerne una a Flushing Meadows nel 2014, ma poi i suoi tre migliori risultati a livello Slam sono arrivati proprio nella Grande Mela, dove ha raggiunto gli ottavi nel 2017 e il terzo turno in altre due occasioni. Il suo best ranking è stato 33º posto della classifica Atp del 15 maggio 2017 «S che una parte della mia vita è finita, sicuramente la parte migliore. Sono stato fortunato: la mia passione era il mio lavoro, quindi non posso chiedere di più», ha spiegato Lorenzi, che vanta un best ranking al numero 33, raggiunto a 35 anni. «Ma la mia felicità deriva anche dal fatto che ho sempre fatto il possibile per migliorarmi. Da quando ero giovane, ho cercato di essere un tennista professionista. E ci sono riuscito». Paolo non è entrato nella Top 100 Atp fino a 27 anni, però nel 2016 è diventato il giocatore più anziano a conquistare per la prima volta un titolo nel circuito maggiore quando a 34 anni ha trionfato a Kitzbühel. Dopo aver collaborato con Sky, intervistando personaggi del calibro di Roger Federer, svolgerà un ruolo simile a Torino alle Atp Finals. Ma nella sua mente c’è anche l’idea di fare il coach in futuro.
V.T.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
