Trasporti
Fioretto, argento e gioia
Vio (campionessa individuale) e compagne sono seconde. Ci pensa ancora il nuoto a farci grandi: tre medaglie d’oro
Dopo l’oro individuale di Bebe Vio l’Italia del fioretto femminile a squadre conquista l’argento alle Paralimpiadi. In una combattuta ed appassionante finale di scena alla Makuhari Messe B a Tokyo, Vio, Ionela Andreea Mogos e Loredana Trigilia non sono riuscite a battere la Cina che si è imposta per 45 a 41.
Il match con le asiatiche è stato palpitante, gestito punto a punto dalle atlete e incerto ancora fino all’ultima frazione, in cui Bebe Vio era riuscita a rimontare fino al 41-40. Poi Gu Haiyan ha accelerato fino al successo finale.
Le ragazze del CT Simone Vanni sono uscite dunque da questa giornata dimostrando ancora una volta il loro valore in campo internazionale e migliorando il risultato di Rio 2016, edizione in cui vinsero la medaglia di bronzo. «Siamo felicissime, – ha detto dopo la gara Bebe Vio, – siamo migliorate rispetto a Rio. Per l’oro toccherà aspettare Parigi. Ci abbiamo creduto fin dalla prima stoccata, abbiamo lottato per arrivare fin qui e ringraziamo lo staff: sono fiera di far parte di questa squadra» . Le azzurre nella poule 1 dei preliminari avevano sconfitto 45 a 5 gli Usa, 45 a 41 l’Ucraina e 45 a 32 Hong Kong. In semifinale poi non avevano trovato difficoltà contro l’Ungheria, battuta per 45 a 27.
Ma il metallo più prezioso l’Italia lo ha messo al collo in piscina, e in ben tre gare. Ha iniziato Simone Barlaam nei 50 sl (categoria S9), ha continuato Arjola Trimi nei 50 dorso (S3) e ha concluso la staffetta 4x100 sl femminile formata da Xenia Palazzo, Vittoria Bianco, Giulia Terzi e Alessia Scortechini, promosse al primo posto dopo la squalifica delle statunitensi. Per Terzi anche l’argento nella gara dei 400 metri sl S7, mentre Carlotta Gilli ha preso il bronzo nei 50 sl S13 e Giulia Ghiretti in 1’50” 36 ha vinto l’argento nei 100 metri rana SB4.
«C’è qualcosa di magico nell’acqua che mi spinge, – ha detto Trimi, affetta da una malattia degenerativa che l’ha resa tetraplegica: – per me è libertà assoluta. Quest’oro significa che sono riuscita a fare qualcosa d’importante».
La giornata si era aperta con un bronzo nel triathlon: Giovanni Achenza, che ha inviato un “grazie” ad Alex Zanardi, «perché oggi ho corso con le sue ruote e questo mi ha dato una grande spinta per arrivare al podio». Bronzo anche nello judo –70 kg, grazie a Carolina Costa.
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