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GIOIA EMPOLI

Il pescatore di miracoli: ecco Mancuso, il vero... 7

Mario Moscadelli
Leonardo Mancuso festeggia il gol alla Juventus
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Leonardo Mancuso festeggia il gol alla Juventus

La provincia, il gol e l’hobby del fiume: chi è l'anti Ronaldo dell'Empoli che ha firmato l'impresa in casa Juve

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I suoi amici di Lacchiarella, il paesino in provincia di Milano dove è nato, hanno già le canne da pesca pronte per festeggiarlo. E di sicuro per Leonardo Mancuso sarà il migliore dei modi per celebrare la grande impresa di Torino, quel gol al 21’ del primo tempo che ha consegnato all’Empoli la prima vittoria della storia in casa della Juventus e ha gettato nello sconforto e nei fischi la squadra di Allegri. Il bomber azzurro, infatti, è un grande pescatore (in particolare di carpe) e con la freddezza e la calma che caratterizza chi coltiva questa passione ha centrato quello che finora è il sigillo più importante della sua carriera. E chissà cosa avranno pensato i tifosi bianconeri quando hanno realizzato che quella rete è arrivata da un giocatore che indossa la maglia numero 7, quella tanto cara a Cristiano Ronaldo. Una maledizione, insomma. A cui si aggiunge un altro elemento: Mancuso per sei mesi è stato di proprietà della Juve.

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Da CR7 a LM7, dunque, ma la trafila dell’attaccante dell’Empoli è ben diversa da quella del campione portoghese, soprattutto per il tempo che l’azzurro ha dovuto aspettare prima di diventare “famoso”.

Mancuso inizia a dare i primi calci al pallone a 5 anni. I suoi genitori, in realtà, vogliono che pratichi il tennis, sport che per qualche anno affianca al calcio, nella squadretta del paese. Ma il ragazzino ci sa fare e lo nota addirittura il Milan: dai Pulcini fino alla Primavera, indossa sempre la maglia rossonera. Alle spalle una famiglia non ossessiva e quel carattere tranquillo e silenzioso, che lo porta spesso tra un allenamento e l’altro a raggiungere gli amici sulla riva di qualche fiume o canale e che, nei momenti di difficoltà, saprà aiutarlo.

Cresce nel mito di Roberto Baggio, ma è un incontro a distanza con l’allora bomber milanista Andriy Shevchenko a folgorarlo: Mancuso ha 12 anni e del campione ucraino resta colpito dalla duttilità in attacco e dalla capacità di colpire partendo largo. Da quel giorno il suo numero sarà il 7, come quello di “Sheva”. E come ogni giovane che esce da un settore giovanile così importante, spera di sbocciare subito nel calcio dei professionisti, ma da bravo pescatore dovrà fare appello a tutto la sua pazienza. Pizzighettone, Carrarese, Cittadella e Catanzaro: qualche gol, buone giocate. Il talento c’è, ma non esplode mai veramente. Poi lo sbarco nel 2016 alla Sambenedettese, in Serie C: sarà che gli dicono che qui c’è un bel molo dove gettare la canna, che segna a raffica. Ben 26 reti e il titolo di capocannoniere del girone. E pensare che la Samb non aveva creduto molto in lui, facendogli firmare soltanto un anno di contratto. E così se ne va a Pescara, a parametro zero. Continua a segnare, tanto che il 31 gennaio 2018 il suo cartellino viene comprato dalla Juventus. Già, avete letto bene: proprio la Juventus… Il club bianconero lo lascia in prestito agli abruzzesi, dove fa benissimo. Così bene che l’Empoli, fresco di retrocessione in serie B, decide di investire in maniera pesante di lui: il presidente Fabrizio Corsi ha da parte un bel gruzzoletto di soldi arrivato dalle cessioni ad esempio di Caputo e Bennacer e sborsa 4,5 milioni di euro, cifra importante per il club toscano, non certo abituato a investimenti del genere.

E così inizia l’avventura di Mancuso in azzurro. Il primo anno non è esattamente all’altezza delle aspettative, complici anche i moduli dei tre allenatori che si avvicendano sulla panchina dell’Empoli: Bucchi, Muzzi e Marino, lo isolano sulla fascia o al centro dell’attacco. Segna 13 gol, ma da lui ci si attende altro. E questo “altro” arriva, con gli interessi. Basta solo aspettare un tecnico capace di esaltare le sue doti: Dionisi gli affianca un’altra punta e Mancuso sboccia. Con 20 reti è tra i protagonisti della cavalcata verso la Serie A ed entra in quella hall of fame dei bomber azzurri che vede gente del calibro Di Natale, Tavano, Maccarone, Rocchi, e Caputo.

A 29 anni il pescatore di Lacchiarella sembra finalmente maturo per il grande salto: vivace al debutto con la Lazio, con la Juventus Andreazzoli gli dà addirittura la fascia di capitano: Mancuso ripaga la fiducia con una prestazione strepitosa. Pimpante, sempre nel vivo del gioco, ma soprattutto autore di quel gol che gli empolesi (ma anche gli juventini) mai dimenticheranno. Ora anche l’Empoli ha un mito nel segno del 7.

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