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Il trionfo di Iyad, che mette d’accordo arabi e israeliani

Per la prima volta un atleta riesce a unificare Israele Per lui sono state interrotte le trasmissioni radiofoniche E tutti i politici ne sono orgogliosi 

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tokyo. Alle Paralimpiadi di Tokyo, un atleta israeliano ha scritto una pagina di storia: non solo sportiva, ma anche sociale. Il nuotatore Iyad Shalabi (34 anni) è infatti riuscito ad aggiudicarsi la medaglia d’oro nei 100 metri dorso S1 e ha così creato un precedente nella storia del Paese. Si tratta infatti del primo arabo cittadino di Israele che abbia mai vinto una medaglia olimpica. I programmi radio sono stati interrotti per aggiornare del suo successo. E poco dopo a Iyad sono giunte le telefonate di congratulazioni dei dirigenti politici di tutte le fazioni. Il ministro dello sport Hilli Tropper ha anticipato che al ritorno in Israele l’atleta riceverà un premio di 500 mila shekel, circa 120mila euro. La vita di Shalabi è stata caratterizzata da una lotta contro le avversità. È nato sordomuto in una famiglia della cittadina araba di Shfaram (Galilea) e all’età di 13 anni si è infortunato cadendo dal tetto di casa.

Da allora è quadriplegico. In suo aiuto si è prodigato il padre, Yusuf, che si è allora licenziato dal lavoro al porto di Haifa per dedicarsi anima e corpo al figlio. Il recupero è giunto gradualmente nel corso di allenamenti estenuanti (12 alla settimana) in una piscina olimpica di Haifa. Per stabilire un contatto con Iyad, il suo allenatore ha dovuto elaborare un particolare linguaggio di segni e di gesti.

Il nuotatore è in grado di leggere le labbra di chi gli è vicino, ma non sente il colpo di partenza della gara. È suo padre, o l’allenatore, ad aggiornarlo lasciando immediatamente la presa ad un piede.

Shalabi ha partecipato a due altre edizioni delle Paralimpiadi, nonché a diversi Europei. Secondo il capo della delegazione israeliana è prevedibile che la sua straordinaria prova imprimerà un impulso ai portatori di handicap in Israele e a quelli nel settore arabo in particolare, fra i quali lo sport è poco praticato. «Iyad è per noi una grande fonte di orgoglio» ha commentato il ministro arabo per la cooperazione regionale Issawi Freij.

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