Sicurezza
Felicità e emozione al top per Bebe Vio e Morlacchi: «Sensazioni eccezionali»
tokyo. Una Paralimpiade che per l’Italia sarà sicuramente anche un omaggio a Alex Zanardi, simbolo del paralimpismo mondiale e rimasto gravemente ferito in un incidente lo scorso anno.
A guidare la delegazione azzurra c’erano Bebe Vio e Federico Morlacchi: «Essere avanti a tutti e portare la bandiera con Bebe è stata un’emozione veramente assurda, una grande carica in vista del via alle danze già domani mattina», ha ammesso il nuotatore azzurro. «Con Federico a un certo punto ci si è incastrata la bandiera e ci abbiamo messo due ore per riuscire a sventolarla bene. Bello tutto, siamo molto onorati di aver avuto questo ruolo. Speriamo di aver rappresentato l’Italia nel migliore dei modi», ha aggiunto Bebe Vio.
«Quello che era impensabile un anno fa si è finalmente realizzato», ha esclamato il presidente del Cip, Luca Pancalli, «si è riaccesa la fiaccola dei Giochi paralimpici e con essa non solo i sogni e le speranze dei circa 4.400 atleti venuti a Tokyo ma anche dell’umanità intera». Grande assente, l’Afghanistan, la cui bandiera è stata portata da un funzionario dell’Unhcr a causa dell’impossibilità dei suoi atleti di rappresentare il Paese. Lo ha fatto però Mohammed Abbas Karimi, nuotatore afghano e portabandiera della delegazione dei Rifugiati, la prima a fare il suo ingresso nell’impianto. Colpisce invece la scelta della Nuova Zelanda di rinunciare alla cerimonia per paura dei contagi da Covid-19. Era l’unica tra le 162 delegazioni a non sfilare. Poco prima dell’Italia è stata la volta dell’Iran, tra cui spiccavano i 2 metri e 46 del campione di sitting volley Morteza Mehrzad, secondo uomo più alto al mondo e oro a Rio 2016. Con i colori di Cuba invece spiccava la velocista ipovedente Omara Durand, pentacampionessa paralimpica, due ori a Londra 2012 e tre a Rio 2016: ha preferito restare nel paralimpico nonostante tempi da Olimpiade.
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