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DOPO LE OLIMPIADI 

Processo alla scherma Azzi: deluso dalla lettera contro il ct Cipressa Il futuro sarà Cerioni

Processo alla scherma Azzi: deluso dalla lettera contro il ct Cipressa Il futuro sarà Cerioni

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ROMA. Poteva e forse doveva andare meglio, ma il tempo lenisce le ferite e fa sì che le analisi possano essere fatte con più lucidità. L’Italia della scherma ha vissuto un’Olimpiade non all’altezza delle aspettative ma il presidente federale, Paolo Azzi, salva più di qualcosa. «Cinque medaglie rappresentano comunque un bottino interessante, soprattutto se si aggiunge che siamo arrivati secondi nella classifica per nazioni – dice il numero 1 della Fis – poi, considerato che molti giovani hanno fatto la loro parte il bicchiere è mezzo pieno, non è stata una campagna totalmente negativa come la si dipinge. Se fosse arrivato un oro, il bilancio sarebbe stato diverso, per cui alcune reazioni a caldo sono un po’ da ridimensionare». Al di là dei risultati non solo mancate le polemiche («Mi hanno creato molto dispiacere, perché erano anche dovute a qualche ruggine o attrito del passato», dice riferendosi alle critiche di Elisa Di Francisca) ed è anche arrivata una lettera dei fiorettisti contro il responsabile tecnico, Andrea Cipressa. «È stato molto deludente che nemmeno 24 ore dopo il nostro confronto con i ragazzi, la lettera sia stata resa pubblica. È stata una brutta pagina, dopo che eravamo partiti in modo diverso nel nostro confronto – spiega Azzi – è giusto che arrivino indicazioni o richieste da parte degli atleti, ma non coi toni o coi giudizi espressi nei confronti di un ct che ha vinto tanto come Cipressa. Credo che sia stato irrispettoso e immeritato». La Federazione si è presa «un momento di riflessione per fare decantare questo strepito mediatico, ma questa settimana avrò una videoconferenza con il Consiglio federale, con varie ipotesi da vagliare. Cerioni? È uno dei possibili candidati come ct del fioretto, valutiamo la fattibilità di questa pista. Non ci siamo imposti una scadenza tassativa per prendere una decisione definitiva, ma credo che scioglieremo le riserve entro la fine del mese o al massimo a inizio settembre, perché non c’è tempo da perdere». Non solo fioretto, anche sciabola e spada. «La riflessione sarà su tutte e tre le armi, anche perché siamo al termine di un ciclo olimpico e ne sta già iniziando uno ancor più particolare perché sarà più breve».

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di Redazione web