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I 40 anni si sentono: Federer in forse per l’Us Open

Vezio Trifoni
I 40 anni si sentono: Federer in forse per l’Us Open

Ma c’è grossa incertezza anche sulla partecipazione di Djokovic e Nadal. I grandi maestri perseguitati dagli acciacchi

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ROMA. 40 anni e sentirli purtroppo per i tanti appassionati di tennis. Roger Federer, come anche Rafa Nadal, non sa ancora quando rientrerà in campo. In un’intervista alla Blick non è positivo su un suo rientro a breve. L’ex numero 1 del mondo ha giocato solo cinque tornei nel 2021, gli unici a cui ha preso parte dal momento del lockdown causato dalla pandemia di Covid-19. Federer comunque non è l’unico dei Fab Three incerto sulle possibilità di prendere parte allo Us Open. Dalla Spagna, infatti, filtrano le preoccupazioni di Rafa Nadal per il problema al piede che, come ha spiegato dopo l’eliminazione a Washington, risale al 2005. Il maiorchino soffre infatti della sindrome di Müller-Weiss, che ha quasi messo a rischio la sua carriera in passato. È una condizione degenerativa che affligge una delle piccole ossa nella parte centrale del piede. Intanto Novak Djokovic, che a New York inseguirà il sogno del Grande Slam, è in vacanza in Montenegro.

«Questa settimana devo incontrare i miei medici e la mia squadra, poi vedremo cosa succederà. Per il momento è tutto ancora un po’ incerto» ha spiegato lo svizzero, che nel 2020 si è sottoposto a una doppia operazione chirurgica al ginocchio. «Sto bene – spiega –. Non ho fatto nulla per un po’, mi sono dovuto fermare del tutto dopo Wimbledon». Non scende in campo dallo 0-6 subito contro il polacco Hubert Hurkacz, come ultimo atto della sua ultima partita sul Centrale dell’All England Club. Roger è ancora numero 9 del mondo, con la concreta prospettiva di scivolare indietro considerato che dalla prossima settimana il ranking ATP tornerà al suo funzionamento normale senza le protezioni introdotte per il coronavirus, Federer ha saltato i Giochi di Tokyo 2020, è assente a Montreal e non ci sarà nemmeno a Cincinnati. L’incertezza rimane il tratto dominante di questo periodo. «È dura – ammette lo svizzero –. prima era diverso.

Mi facevo domande semplici: qual è la mia classifica? Qual è il mio prossimo torneo? Oggi è più complicato e davvero completamente diverso da dieci anni fa – e continua – hai bisogno di più tempo per tutto. Se in precedenza avevi un blocco alla schiena, durava due giorni e tutto andava di nuovo bene. Oggi possono essere due settimane – ha detto –. Sei più paziente con il dolore che provi, con te stesso, con il ritorno in campo. Allo stesso tempo, però, torna anche la gioia per quanto realizzato. Prima davi per scontate le vittorie nei tornei, oggi sai cosa c’è dietro». Per affrontare i cambiamenti delle differenti stagioni della vita, servono equilibrio e punti fermi. Federer lo dimostra. Nessuna concessione alla nostalgia, nessuna malinconica contemplazione dei passati giorni di gloria. «Sono una persona calma, cerco di vedere gli aspetti positivi in ogni situazione – ammette –. Certo, adesso le cose non vanno bene ma sento che migliorerà. E comunque, potrebbe andare molto peggio. La mia famiglia è in buona salute. Ho 40 anni e sono ancora attivo. Chi l’avrebbe mai detto? Sono in pace con me stesso, e sono sicuro che in futuro accadranno ancora tante cose belle. Quando guardavo le persone di 40 anni, pensavo che fossero vecchissimi. La vita è così...» ironizza.


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