Toscana
Accordo tra i colossi della tv per il calcio. Dazn concede a Sky la trasmissione nei bar
Possibile anche in ristoranti e hotel. Mediaset si aggiudica i diritti per la Champions per il triennio 2021-2024
Dazn e Sky, dopo il grande freddo seguito all’aggiudicazione dei diritti della Serie A da parte della piattaforma online, tornano a parlarsi, meglio a trovare un punto di intesa. I due colossi della comunicazione hanno infatti stipulato un accordo per la trasmissione delle partite del prossimo campionato negli esercizi pubblici, siano essi bar, hotel o ristoranti. Di fatto Dazn concederà, in sub licenza, a Sky i diritti per la trasmissione delle gare negli esercizi commerciali interessati, un numero quantificato tra i 40 e i 60.000.
Un accordo che dovrà essere approvato domani dall’assemblea di Lega e poi ratificato dall’Antitrust. Interessata alla questione è anche Tim che potrebbe approfittare dell’accordo, non in esclusiva, per ampliare la platea dei propri clienti. Un tassello che chiude la lunga e snervante “querelle” dei diritti tv a pagamento, mentre ci sono ancora da dirimere quelli per gli highlights in chiaro, per i quali esiste la dichiarazione di interesse della Rai, necessari alla tv di Stato per mantenere in vita le storiche trasmissioni “90° minuto” e “La Domenica Sportiva”.
A TUTTO DAZN
La rivoluzione copernicana è arrivata con l’aggiudicazione da parte della piattaforma online di tutte le 380 partite del massimo campionato, delle quali addirittura 269 in esclusiva. Sky, infatti, fino a qualche anno fa monopolista quasi assoluto del calcio a pagamento, è rimasta con appena 3 partite a giornata, in co-esclusiva. Per aggiudicarsi tutto il calcio nostrano, Dazn ha sborsato 840 milioni a stagione che, però, si riducono a 500, in virtù dell’accordo con Tim, grazie al quale la compagnia telefonica potrà diffondere i match della Serie A tramite la propria piattaforma Timvisione. Un accordo che ha fatto drizzare le antenne all’Antitrust, con l’apertura di una istruttoria che terminerà il prossimo giugno.
Che sul calcio Tim stia puntando tantissimo lo dimostra anche l’accordo intervenuto con Mediaset, grazie al quale la compagnia guidata da Gubitosi ha portato a casa anche la Champions League. Di fatto l’ex monopolista della telefonia è l’unica, allo stato attuale delle cose, in grado di offrire un abbonamento comprendente sia la massima Serie che la Champions League.
IL RITORNO DI MEDIASET
Dalla prossima stagione torna attore protagonista del calcio in tv anche Mediaset. Ormai dimenticata la grigia esperienza di Mediaset Premium, il gruppo con sede a Cologno Monzese si è aggiudicato i diritti della competizione per club più ambita, la Champions League, per il triennio 2021-24. Mediaset, oltre ai diritti in chiaro, si è aggiudicata quelli in streaming, pagandoli un tozzo di pane, si fa per dire... (si parla di 40 milioni), complice la mancanza di concorrenza, in quanto Sky non può trasmettere in streaming fino a metà del prossimo anno. A ribadire il rinnovato interesse per il calcio anche l’aggiudicazione dei diritti della Coppa Italia, valorizzati fin dal primo turno, in programma da venerdì a domenica, con la trasmissione in chiaro di ben 12 partite.
LA NOVITA' AMAZON
Erano anni che si parlava di un ingresso nel mondo del calcio del colosso di Jeff Bezos, adesso diventato realtà. Amazon si è aggiudicata, in esclusiva, la trasmissione di 16 match di Champions League del mercoledì e della Supercoppa Europea per tre stagioni, versando nelle casse dell’Uefa circa 80 milioni a stagione. Un’entrata in punta di piedi, per verificare la fattibilità economica del progetto che, in caso di risposte positive, lascia pensare a un maggior coinvolgimento del colosso americano.
E Sky? Persi i diritti della massima Serie, in casa Sky si è cercato di limitare i danni acquisendo, dopo tre anni di assenza, la Serie B, sia pure in co-esclusiva con Dazn ed Helbiz, tutte le coppe europee e tre dei quattro campionati più importanti (Ligue 1, strappata a Dazn, Bundesliga e Premier League).
Una scelta obbligata che costerà tanto in termini di abbonamenti, già dichiarati in calo nell’ultimo report di Comcast. Già perché poi a decidere la bontà o meno delle strategie di questi colossi sono proprio gli abbonati e non è affatto scontato pensare che crescano sempre, a maggior ragione in uno scenario come quello della prossima stagione nel quale, per vedere tutto, serviranno, almeno, tre abbonamenti ad altrettante diverse piattaforme.
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