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TENNIS: LA RICORRENZA 

Il tempo scende a rete, Federer ha pronto il passante

sergio braccini
Il 40enne campione svizzero con uno dei tantissimi trofei conquistati nella sua lunga carriera
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Il 40enne campione svizzero con uno dei tantissimi trofei conquistati nella sua lunga carriera

I 40 anni del più grande: acciaccato ma ancora nel circuito, una carriera favolosa nella quale ha vinto proprio tutto

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«Più perdo, più credono di potermi battere. Ma credere non basta, bisogna comunque battermi». C’è tutto il King Roger pensiero in questa frase pronunciata qualche settimana fa – nel bel mezzo di un’annata a dir poco tribolata – da quello che per molti, compreso chi scrive, è il più grande tennista di sempre, anche se qualcuno potrà vincere più di lui: grazia, creatività, velocità e forza mentale a disposizione di un gentiluomo dello sport. Un simbolo, capace di andare oltre i confini della sua disciplina e di catapultarsi nella leggenda, che ieri ha tagliato il traguardo dei 40 anni, difficile da raggiungere mentre si è ancora in attività e si compete ai massimi livelli.

Il compleanno del fuoriclasse svizzero, amatissimo in ogni angolo del pianeta, arriva in un momento di svolta della sua lunga e scintillante carriera. L’ex numero uno al mondo, oggi nono nel ranking Atp, ha disputato solo 13 match nel 2021, dopo una stagione 2020 segnata dalla pandemia di coronavirus e da due operazioni a un ginocchio, durante la quale ha giocato solo sei volte. Dopo essersi ritirato prima degli ottavi del Roland Garros per preparare Wimbledon, si è fatto eliminare ai quarti del suo torneo preferito dal polacco Hubert Hurkacz. «Non lo so. Ci devo pensare», aveva risposto Federer dopo la pesante sconfitta, quando gli era stato chiesto se quella fosse la sua ultima apparizione sull’erba magica di Londra. Da allora i segnali non hanno portato ottimismo: ha rinunciato ai Giochi Olimpici di Tokyo per preparare l’Us Open, al via il 30 agosto. Ma la sua partecipazione è in forse vista la rinuncia ai Master 1000 di Toronto e di Cincinnati. E le voci di un imminente addio al circuito continuano a rincorrersi.

Se lo svizzero dovesse ritirarsi, lascerebbe dietro di lui una carriera lunga 23 anni, costellata da 103 titoli – solo Jimmy Connors ha fatto meglio (109) – e raccolto oltre 310 milioni di dollari dai premi vinti. Un cammino entrato nel vivo a 19 anni, quando nel 2001 a Wimbledon sconfisse il suo idolo Pete Sampras. Certo, l’età e gli acciacchi stanno presentando il conto. Tutti devono smettere un giorno; solo in pochi, però, possono lasciare un’eredità tanto significativa. Ma chissà in quanti avrebbero scommesso su Federer ancora nel circuito a 40 anni.

Una carriera in cui ha vinto quasi tutto, non Roma ma proprio in Italia, a Milano, nel 2001, è arrivato il primo dei suoi 103 titoli. Nell’elenco: 20 Slam, 6 Atp Finals, un oro olimpico in doppio, 310 settimane da numero 1 del ranking Atp. Federer è il giocatore che ha portato il tennis ai livelli più alti per popolarità e incassi. Ammirato per classe ed eleganza. Per 18 anni di fila ha vinto il premio di giocatore preferito dai fan. Ha ispirato filosofi e scrittori. Un talento unico e immenso, accompagnato e fortificato dal costante, duro lavoro e da una programmazione perfetta. Per allungare il più possibile la sua rappresentazione artistica sui campi da gioco. Tanti auguri Re Roger.

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