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GIOCHI DI TOKYO: LA POLEMICA

Volley, dopo il flop olimpico l'allenatore bacchetta le azzurre: «Troppo tempo sui social»

Paola Egonu guarda sconsolata una compagna: il volley femminile italiano è fuori dalle Olimpiadi (Foto: LaPresse)
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Paola Egonu guarda sconsolata una compagna: il volley femminile italiano è fuori dalle Olimpiadi (Foto: LaPresse)

Paola Egonu e compagne si sono sgretolate di fronte alla Serbia nei quarti di finale: tanti riflettori puntati sulle nostre atlete, molto "star" e poco altro. Il verdetto del campo parla chiaro 

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TOKYO. Opache, confuse, mai in grado di tirare fuori le unghie. La sconfitta con la Cina nella prima fase era un campanello d'allarme. Poi, nella mattina di mercoledì 4 agosto, è arrivato il crollo. La nazionale femminile di pallavolo è fuori dai Giochi olimpici. Sconfitta 3-0 con la Serbia. Partita senza storia. Ma come mai le nostre ragazze - viste da molti come favorite a un piazzamento sul podio - si sono arrese ai quarti di finale al termine di un torneo in generale tutt'altro che esaltante? Sono tante le risposte possibili. Di sicuro, le parole dell'allenatore delle azzurre, Davide Mazzanti, arrivate subito la sconfitta nei quarti di finale, hanno un sapore particolare. «Alle ragazze avevo detto: "Cercate di staccarvi da tutto quello che vi circonda", perché già di emozioni ne abbiamo tante. La melma quando arriva è melma, al di là di chi te la tira. Questa Olimpiade è stata una palestra tosta per tutti sotto questo punto di vista: per me che ho fatto cinque post in sei anni è più facile staccarmi dai social, forse per loro è un pò più difficile. Di certo - ha aggiunto infine Mazzanti - non abbiamo perso per questo». Forse troppa realtà virtuale ha fatto male alla nostra nazionale "rosa" di volley. Foto, post e commenti. L'emblema, in questo senso, è Paola Egonu. La nostra fuoriclasse che, nella sfida con la Serbia, è rimasta ai margini della scena incidendo pochissimo. Negli ultimi mesi la sua popolarità è schizzata alle stelle, tra prese di posizione contro le discriminazioni di genere e la polemica legata a una sua possibile nomina come portabandiera italiana sulla passerella di apertura della rassegna olimpica. Alla fine, Paola Egonu la bandiera l'ha portata. Non quella dell'Italia, bensì quella olimpica, dato che è stata scelta dal comitato organizzatore come simbolo della manifestazione. Tanti riflettori per le ragazze di coach Mazzanti, ma zero risultati. E un mare di delusione. Ma c'è tempo per rifarsi. Magari lasciando un po di più il cellulare chiuso nel cassetto.

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